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mercoledì 3 dicembre 2014

Rassegna stampa

Da Valtiberina Informa
Sestino e Badia Tedalda uniti per l’agricoltura biologica
Sestino e Badia Tedalda uniti per l’agricoltura  biologica
Il 30 novembre 2014 resterà nella storia dei due piccoli comuni montani tra Alpe della Luna e Sasso di Simone: Badia Tedalda e Sestino. Per la “Festa della Toscana, infatti, è stato celebrato un consiglio comunale congiunto, nel teatro “Pilade Cavallini” di Sestino, con all’O.d.g. un tema fondamentale per produrre agricoltura biologica in tutti e due i territori comunali, sotto il titolo “Per la valorizzazione dei territori montani, la salvaguardia della salute pubblica e la tutela delle risorse naturali”. Vi sono state varie partecipazioni straordinarie, a cominciare dal sindaco di Vallarsa (Trento), Geremia Gios, che, primo Comune in Italia, ha  deliberato  per il suo territorio il biologico  certificato per le varie attività agricole. A fare  gli onori di casa, sotto la regia  di Augusto Tocci,  il sindaco di Sestino Marco Renzi, insieme al sindaco di Badia Tedalda Alberto Santucci.
Un consiglio comunale particolarmente affollato di tecnici e di enti, per approfondire l’argomento proposto e le collaborazioni in corso. L’iniziativa, infatti, è ufficializzata con un “Patto solenne di amicizia e collaborazione” tra i tre Comuni campione, dalla Toscana al Trentino.

Sono stati approvati, in questo consiglio intercomunale, che è già una grande novità e che potrebbe preludere ad una seconda meta,  e cioè ad un Comune unico se vi saranno i requisiti richiesti: la delibera di indirizzo, il regolamento  per l’incentivo e la promozione  dell’attività produttiva agricola biologica. Al di là degli aspetti tecnici, una volontà ampiamente condivisa e dibattuta in precedenza in incontri soprattutto con gli operatori agricoli.

Il tema  del biologico, infatti, è argomento quantomai attuale, giacchè il problema  della salute, della alimentazione corretta, del rispetto dell’ambiente, della solidarietà con chi “non ha pane”, è la “parola” quotidiana di Papa Francesco, e di molte istituzioni, pubbliche  e private. “Salvare il cibo è salvare l’uomo”: argomento sentito particolarmente anche in queste montagne che andranno all’Expò portando una eccellenza toscana certificata, la Chianina. Il progetto avviato, come è apparso nelle  “voci” portate nel consiglio intercomunale, in realtà ha collaborazioni fondamentali, e in primo luogo “Aboca Group”. Massimo Mercati, in rappresentanza di “Aboca” ha rilevato come oggi  ci sia una grande richiesta di alimenti sicuri, alla quale non è possibile dare risposte per mancanza di materia prima: c’è sovrabbondanza di prodotti che invadono tutta la gamma delle comunicazioni, “cittadelle” come i supermercati o anche le piccole botteghe e non c’è una corretta educazione e informazione sulle conseguenze per la salute dell’uomo. Ci sono addirittura malattie da pesticidi. Occorre partire dalla  salute, per una filiera produzione-consumatore. Per questo “Aboca”  sta nel progetto e investe in “terre vergini”, quale è la montagna.

La montagna da “terra di periferia e condizionesubalterna” ad oasi di qualità, è stato un po’ il filo rosso  di tutti gli interventi. E’ anche un nuovo orgoglio delle popolazioni agricole e montane che oggi possono investire in un progetto economico, antropologico e di civiltà. Su vari temi sono intervenuti insieme al sindaco Geremia Gios, che  ha illustrato la realtà progettuale e ambientale di Vallarsa, Davide Pierleoni, del CCPB , che curerà la certificazione biologica; Fabrizio Gai, dell’Istituto Omnicomprensivo di Pieve S.Stefano, che già gestisce una Azienda agricola biologica e che ha rilevato il ruolo della scuola in questo progetto di cura ambientale.

Sono poi intervenuti, Angelo Vanni per una ipotesi di protezione civile unificata tra i vari Comuni e infine Stefano Farinelli e Giovanni Ramaccioni, che hanno presentato un accattivante progetto pilota, riservato al turismo e ad un turismo particolare: “Eco-bike Park Tuscany”. Si tratta di un percorso sui crinali appenninici e tra luoghi significativi per storia  e natura, dall’Alpe  della Luna al Sasso di Simone. Il vasto e impegnativi programma delle amministrazioni sarà accompagnato da un Comitato tenico-scientifico, presieduto da Augusto Tocci e che sarà costituito nelle prossime settimane.

Giancarlo Renzi

lunedì 1 dicembre 2014

Vallarsa scuola di agricoltura biologica



Vallarsa fa scuola con il regolamento agricolo che fa pagare chi coltiva pesticidi e Ogm. Due comuni toscani, Sestino e Badia Tebalda (Ar) hanno adottato formalmente il regolamento che disciplina l'attività agricola, prevedendo in Vallarsa solo l'agricoltura biologica. E lo hanno fatto domenica 30 novembre con un consiglio comunale congiunto alla quale era ospite anche il sindaco Geremia Gios.
Situati all'estremità est della regione Toscana, più vicini a San Marino che a Firenze, nella provincia di Arezzo, i due comuni sono simili a Vallarsa. 1400 e 1100 abitanti, i due comuni sono in una valle marginale, caratterizzata dalla presenza del Sasso di Simone, un altipiano oggi vocato al pascolo delle vacche chianine. Pare che questa antica e pregiata razza abbia avuto origine proprio in questa zona, lo testimoniano delle antichissime monete di epoca preromana che raffigurano proprio il bianco bovino che caratterizza questa zona.

Proprio per favorire questa specifica razza bovina e i pochi agricoltori che ancora la allevano, questi comuni hanno deciso di puntare al biologico. Sono venuti a conoscenza della delibera adottata da Vallarsa e la hanno sposata, soprattutto per quello che riguardano le certificazioni. "I contadini che vogliono dimostrare di lavorare in modo rispettoso della natura facendo biologico - ha affermato il sindaco di Sestino Marco Renzi - si trovano a dover pagare per avere e mantenere la certificazione e pur producendo più qualità sono schiacciati da chi coltiva usando pesticidi e concimi chimici anche pesanti che lasciano residui nella natura". I comuni hanno quindi scelto di iniziare pagando ai contadini le certificazioni biologiche e creando un comitato tecnico scientifico che valuti le aziende.


Al comitato, presieduto da Augusto Tocci partecipano assieme al sindaco Renzi, il sindaco di Badia Tedalda Alberto Santucci, Davide Pierleoni del CCPB, Fabrizio Gai dell'Istituto omnicomprensivo Pieve Santo Stefano, Massimo Mercati di Aboca s.p.a. e Geremia Gios come consulente. Per questo è stato stilato anche un patto di amicizia e collaborazione tra questi soggetti e i comuni deliberanti.




La cerimonia, nel teatro comunale di Sestino, si è svolta in occasione della Festa della Toscana ed è stata anche occasione per promuovere iniziative di sviluppo di questi due comuni.Il fatto che altri comuni adottino il regolamento che Vallarsa ha promosso da pioniere, è significativo ed indice di una crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale. Una scelta che guarda al futuro. "Chi usa pesticidi e concimi chimici, specialmente quelli più pesanti - ha detto il sindaco Geremia Gios nel suo intervento - può avere un vantaggio nelle zone di pianura ma in realtà di montagna vede una differenza minima dal punto di vista produttivo. Evitare sostanze di cui non conosciamo gli effetti sulla natura e sull'uomo significa vivere nel modo giusto la montagna e promuovere un'agricoltura consapevole e che porta rispetto ai nostri padri ma soprattutto ai nostri figli".

domenica 23 novembre 2014

Ai nati nel 2013 in dono un larice per il futuro

Ieri mattina, sabato 22 novembre,in occasione della Giornata nazionale dell'albero la sala consiliare di Vallarsa si è riempita di bimbi e dei loro genitori. Sono i 16 nati nel 2013 che hanno partecipato all'estrazione del larice che l'amministrazione comunale ha deciso di regalare ai nuovi nati. La giunta di Vallarsa ha infatti deciso che, a partire dal 2013, ogni nuovo nato avrà in regalo un larice. Una pianta di quelle del grande patrimonio boschivo della comunità che crescerà assieme al nuovo abitante della valle. Una volta che i bimbi avranno compiuto 18 anni - se saranno ancora residenti in Vallarsa - potranno disporre del loro albero come vorranno. Chi vorrà potrà tagliarlo per venderlo o costruirsi qualcosa con questo legno speciale, ma qualcuno potrà anche decidere di "liberarlo" lasciandolo crescere nei boschi della valle.



Sabato mattina l'estrazione di 16 delle 18 piante individuate dal Comune e dal Custode forestale nei pressi di Malga Fratte. il sindaco Geremia Gios assieme al presidente del consorzio di vigilanza boschiva Vallarsa-Trambileno Fabio Cobbe hanno estratto i numeri corrispondenti ai nomi dei ragazzi. Sulle piante estratte saranno affisse delle targhette con il nome del proprietario, in modo da poterle riconoscere nel tempo. Le 2 piante rimanenti sono state "regalate" alla classe 2013 in modo che in futuro i ragazzi possano pagarsi una cena per festeggiare la maggiore età.
"Attraverso gli alberi vogliamo dare un messaggio importante verso il futuro - ha detto ai genitori il sindaco Geremia Gios - perchè la nascita di un bambino rende più ricca tutta la comunità. Come gli alberi che nascendo vanno a sostituire quelli morti o tagliati mantenendo viva la foresta, chi nasce oggi un giorno prenderà il nostro posto e permette quindi di mantenere una comunità viva."

Il 2013 è stata un'annata molto prolifica in Vallarsa, per la prima volta dopo oltre 20 anni il numero di nati ha pareggiato quello dei morti. Segno che la valle offre ancora possibilità e servizi che giustificano lo sforzo di rimanerci a vivere.

giovedì 7 agosto 2014

I beni di uso civico



Il termine uso civico appare nei documenti comunali in occasione dell’attribuzione  dei lotti di legna, dei permessi di transito in alcune strade e, a volte, quando si tratta di affittare una malga  o un baito.  Il termine è, quindi, noto a diverse persone della nostra valle, ma sul suo significato le opinioni non sempre concordano. Per questo, senza alcuna pretesa, di spiegare tutto si cercherà, di dare con quest’articolo alcune indicazioni.
I diritti di uso civico nascono in epoca medievale come diritto collettivo che interessa tutte le famiglie(nelle parole dell’epoca si parla di fuoco fumante ossia famiglia residente) di una collettività.
In epoca medievale l’ente pubblico (ad esempio comune) come noi lo conosciamo  non esisteva. Vi era una Comunità di persone (o meglio di famiglie rappresentate dal capofamiglia) che gestiva direttamente  (in occasione  delle assemblee generali di solito una volta all’anno) o tramite rappresentanti (es. massaro) i beni di proprietà collettiva.  Beni che servivano per la vita della famiglia. Così ad esempio in Vallarsa fino all’epoca napoleonica il ricavato degli affitti di boschi e pascoli veniva distribuito fra tutte le famiglie. In certi periodi ognuna di queste famiglie abitanti in Vallarsa riceveva, attraverso questa forma, una somma pari al salario di un operaio per due mesi. Una cifra consistente, quindi .
Con l’arrivo di Napoleone viene creato il Comune come  Ente giuridico che vive di vita propria ed al Comune vengono  intestate le proprietà. Rimane agli abitanti il diritto di  utilizzare la produzione di questi terreni, legna ed erba in primo luogo, da destinare per i fabbisogni propri e della famiglia. Nascono così gli usi civici come noi conosciamo. In pratica beni di proprietà comunale su cui i residenti vantano alcuni diritti.
I beni gravati da uso civico sono gestiti, nel caso di Vallarsa, dal Comune, ma potrebbero essere gestiti  da un apposito Ente. Tale ente l’ ASUC può gestire  i beni di uso civico  di un Comune o anche di una frazione. Infatti ed è così anche in Vallarsa, la possibilità di utilizzare i beni di uso civico può essere riservata, per determinate zone, ad una specifica frazione. In qualsiasi momento, se la maggioranza degli aventi diritto lo decide, può essere costituita un’ASUC alla quale il Comune deve lasciare la gestione dei terreni medesimi.
I beni di uso civico devono essere mantenuti  nella stessa consistenza, se un terreno viene venduto, il ricavato deve essere utilizzato per acquistare altri terreni da destinare  al medesimo uso (civico).
Vediamo ora il problema dei lotti di legna, la modalità più frequente, in Vallarsa, dell’utilizzo dei diritti d’uso civico rinviando al prossimo numero  l’esame di altre particolarità.
In primo luogo, come si è detto, l’utilizzo come uso civico è destinato ai bisogni  della famiglia. Ciò significa che  non necessariamente  la legna derivata dal lotto di uso civico deve essere bruciata nella propria stufa. E’ del tutto lecito vendere la legna  e comprare gas ad esempio. Questo ovviamente senza considerare gli aspetti fiscali che possono sconsigliare tale modalità di utilizzo. Altrettanto conforme all’utilizzo  di uso civico è il farsi aiutare o delegare ad altri taglio ed esbosco. Anche in questo caso ciò che conta sono gli aspetti previdenziali e quelli relativi  alla responsabilità per possibili infortuni. Aspetti, questi, che, purtroppo, non sempre vengono considerati quando si affida ad altri un lavoro di qualsiasi genere.
Sarebbe possibile allora fare lotti molto grandi (ad esempio qualche centinaio di quintali) ? La risposta non può che essere negativa infatti si tratterebbe di quantità eccedenti il fabbisogno  familiare (= riscaldare e cucinare in casa propria).
Ci si può ancora chiedere se tutte le famiglie reclamano un proprio lotto cosa succede? Semplicemente è necessario ridurre la quantità assegnata ad ognuna o individuare criteri condivisi per assegnare più legna ad uno e meno ad un altro.


A questo punto mi rendo conto  che ci possono essere ancora  molte curiosità e domande. Propongo a tutti di inviarmi per iscritto o rivolgermi a voce le loro osservazioni e richieste di chiarimenti, cercherò di rispondere a tutti, sul prossimo numero di Vallarsa Notizie, nel modo più chiaro possibile.

Geremia Gios

giovedì 17 luglio 2014

Chi inquina paghi (A seminar la buona pianta)

Le cosiddette “esternalità negative” dell’industria e dell’agricoltura convenzionale riguardano tutti: per gli effetti sul mercato, sul clima, sulla salute, sull’ambiente. Nella sua esplorazione del rapporto tra l’uomoe la natura, A seminar la buona pianta propone, in positivo, una panoramica sul tema con Luca Mercalli e Telmo Pievani, ma anche un esempio concreto di “crescita qualitativa” e ridistribuzione equa dei costi ambientali. Accade in Trentino, e potrebbe essere una piccola rivoluzione con un’avvertenza: Chi inquina paghi, ma quando la natura presenta il conto non ci sono monete che tengano...

sabato 12 aprile 2014

Respinto il ricorso del segretario Scottoni

Con una recente sentenza il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del dott. Italo Scotoni avverso la sentenza di primo grado che il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) aveva emesso diversi anni fa’.
   In pratica con questa sentenza si chiude (salvo sorprese al momento non prevedibili) la tormentata vicenda dei rapporti tra il dott. Scotoni e l’Amministrazione comunale di Vallarsa. Come alcuni ricorderanno, dopo vicende alquanto complicate, alla fine del 2003 il consiglio comunale – a maggioranza – decise di abolire il posto di segretario comunale (anticipando in questo delle norme che ora sono obbligatorie per tutti i comuni sotto i tremila abitanti), delegando le funzioni segretarili a quanto disposto da una convenzione con il comune di Villalagarina. In altri termini, a partire dal 2004, il segretario di Villalagarina  avrebbe svolto le funzioni segretarili anche per il comune di Vallarsa. In conseguenza il dott. Scotoni veniva posto in mobilità per due anni e successivamente perdeva posto.
   Il medesimo dott. Scotoni, ritenendosi ingiustamente danneggiato dalla scelta dell’Amministrazione comunale, ricorreva dapprima al TAR che dava ragione all’Amministrazione e poi al Consiglio di Stato. Quest’ultimo, come osservato all’inizio ha dato nuovamente ragione al comune di Vallarsa obbligando lo stesso dott. Scotoni a pagare, a favore del comune stesso le spese che quest’ultimo ha dovuto sostenere per la causa medesima.
   Alla fine di una vicenda che ha condizionato per molti anni la vita amministrativa del nostro comune provo da un lato un senso di sollievo, dall’altro rimane un fondo di amarezza per le fatiche e le occasioni perdute per la nostra comunità che tale vicenda ha provocato.
   Desidero, inoltre, ringraziare di cuore ed in maniera non formale tutti i consiglieri comunali e gli assessori che hanno dato il loro contributo. Contributo indispensabile per arrivare al risultato finale. Grazie a tutti coloro che in questa vicenda hanno manifestato appoggio e condivisione e che questo risultato sia di stimolo per trovare il coraggio di impegnarsi in imprese difficili ma che si ritiene indispensabili. 
   Ancora per tutti coloro e non sono mancati, che pur condividendo l’insostenibilità della situazione non hanno dato il loro contributo per una soluzione positiva della vicenda, non posso che ricordare che, a volte, occorre avere la capacità di rischiare in prima persona se si vuole raggiungere risultati positivi.
   Infine non posso che augurarmi che da questa vicenda la comunità della Vallarsa esca più forte e convinta che, con l’impegno, sarà possibile superare anche le inevitabili difficoltà future.



giovedì 10 aprile 2014

Vallarsa vince il ricorso contro l'ex segretario Scotoni

Grande soddisfazione da parte del sindaco Geremia Gios e di tutto il gruppo consiliare "Per la valle e la sua gente" per la sentenza che pone fine alla lite tra l'ex segretario Italo Scotoni e il comune di Vallarsa. Secondo il Consiglio di Stato non fu illegittima la convenzione fra il Comune di Vallarsa e quello di Villa Lagarina per gestire vari servizi tra cui la segreteria, convenzione che ha portato alla soppressione del posto di segretario comunale. Si chiude così una vicenda iniziata nel 2000 che ha percorso tutti i grandi di giudizio previsti dall'ordinamento italiano e attraversato tre legislature con il sindaco Geremia Gios. A questo link trovate il testo integrale della sentenza.

dal "Trentino" di ieri
VALLARSA. Dopo quattordici anni si chiude la vicenda del segretario comunale Italo Scotoni. Ieri il Consiglio di stato ha depositato la sentenza dell’udienza del il 18 marzo scorso, dando ragione al Comune di Vallarsa. Non fu illegittima la decisione presa dal Comune guidato da Geremia Gios di associarsi a Villa Lagarina e Nogaredo per la segreteria. Ora Scotoni dovrà pagare le spese processuali. Quella di Italo Scotoni è una vicenda travagliata che inizia già negli ultimi anni ’90 con il sindaco Paolo Stoffella. Ma è con l’amministrazione di Geremia Gios che si inasprisce. Nel 2000 Gios licenzia il segretario Scotoni. Era divenuto impossibile lavorarci assieme ed ogni atto, anche i più semplici, portavano a risvolti kafkiani. Nel 2001 il giudice del lavoro ha dato ragione al Comune ma l’anno successivo la corte d’appello ha imposto la riassunzione di Italo Scotoni. Per protesta l’intero consiglio comunale di Vallarsa si era dimesso e il comune era stato commissariato per un anno. Con la rielezione, a fine 2003 il sindaco Gios ha deciso di associare la figura del segretario con il comune di Villa Lagarina. Il posto di Scotoni è quindi stato soppresso, e proprio su questo atto il segretario ha fatto ricorso al Tar. Il tribunale amministrativo nel 2005 ha dato ragione di nuovo al Comune ma Scotoni ha deciso di ricorrere a Roma, al Consiglio di Stato. Nel frattempo Vallarsa si è associata con Nogaredo per la Segreteria e, lo scorso anno, ha anche stipulato la convenzione con la Comunità della Vallagarina perché queste gestioni sono divenute obbligatorie. Forse anche questo ha influito sull’esito dell’udienza che si è tenuta sette anni dopo: Vallarsa non ha agito in modo illegittimo e Italo Scotoni dovrà pagare le spese, circa 5 mila euro. Radioso il sindaco Geremia Gios: «Non posso far altro che esprimere una grande soddisfazione per una vicenda che finalmente si chiude, sono davvero felice».

domenica 21 aprile 2013

Rassegna stampa: Vallarsa vince il ricorso al Tar contro Dolomiti Energia




Diga: il Tar fa ricca la Vallarsa

Per i giudici l’Imu va pagata per l’intero invaso: «Da Dolomiti Energia errori e calcoli al ribasso»

di Giuliano Lott
VALLARSA. In pochi avrebbero scommesso sulla vittoria: tre piccoli comuni che si rivolgono al Tar perché ritengono che la società concessionaria di un bacino idrico debba pagare un Imu proporzionale all’estensione del bacino artificiale stesso pare una trasposizione del mito di Davide e Golia. E come nel mito, il più piccolo vince. Ieri infatti il Tar ha accolto il ricorso di Trambileno, Vallarsa e Terragnolo contro Dolomiti Energia e la Provincia. Secondo i giudici, la società in mano pubblica ha presentato un valore catastale del bacino di San Colombano molto inferiore a quello effettivo e così ora il calcolo andrà ripetuto su ben altra base. Dolomiti Energia rischia di dover pagare cifre astronomiche rispetto a quelle preventivate, ma il rischio è un effetto a catena: se ogni comune su cui sorge un bacino idroelettrico chiederà di applicare l’Imu in base a questi parametri, il conto annuo per la concessionaria potrebbe salire a cifre con molti zeri.
Facciamo un passo indietro: Dolomiti Energia, concessionaria della la diga di San Colombano, ha stabilito una quota Imu - in base alla legge che per agli immobili di tipo D consente al proprietario di proporre una propria stima al Catasto - sul manufatto piuttosto bassa, defalcando sia l’estensione del bacino (si parla di 12 ettari) che la stessa diga, calcolata alla stregua di un vecchio muro senza valore. Il primo a reagire è stato il sindaco di Vallarsa Geremia Gios, il quale nella vita di tutti i giorni è docente di estimo catastale all’Università di Trento. Dal punto di vista tecnico, l’autovalutazione di Dolomiti Energia, assieme alla Provincia, aveva sollevato la perplessità del professore, ancor prima che quella del sindaco. Gios aveva impugnato la stima, che considerava troppo bassa, e ha coinvolto nell’azione legale sia il comune di Trambileno - su cui insiste buona parte del bacino - e di Terragnolo (sul cui territorio scorrono delle tubature a conduzione forzata). A sorpresa, il Tar ha dato ragione ai tre comuni “ribelli”: la stima è sottodimensionata e risente di alcuni gravi errori ed omissioni, che contrastano non con leggi di recente approvazione, ma con regolamenti di oltre 40 anni fa, che dovrebbero essere ben noti a chi istruisce la pratica.
Soddisfatta l’avvocato Maria Cristina Osele, che ha tutelato i tre comuni: «É una grande vittoria, che costituisce anche un precedente molto importante per ogni comune. I concessionari in Trentino pagano poco, anche in virtù di un accordo tra Dolomiti Energia e la Provincia. I comuni incassano cifre piuttosto modeste». Sul “quantum” è ancora prematuro: ora Dolomiti Energia dovrà rifare i calcoli. Ma secondo il legale la cifra dovuta sarà «almeno il triplo». Sui tempi però non c’è certezza: è probabile il ricorso del gestore al Consiglio di Stato.
Trentino, 19 aprile 2013

Vallarsa: la rendita catastale calcolata dalla Provincia è sbagliata
Il mito di Davide e Golia si ripete. Se non fosse davvero successo, in pochi avrebbero creduto nella vittoria di tre piccoli comuni della Vallarsa che si rivolgono al Tar sostenendo che la società concessionaria di un bacino idrico debba pagare un Imu proporzionale all’estensione del bacino artificiale stesso.
Ieri, 18 Aprile, il Tar ha accolto il ricorso di Trambileno, Vallarsa e Terragnolo contro Dolomiti Energia e la Provincia Autonoma si Trento: la società avrebbe infatti stimato un valore catastale del bacino artificiale di San Colombano molto inferiore a quello effettivo.
Ora il calcolo va ripetuto e Dolomiti rischia di dover versare cifre molto maggiori rispetto a quelle preventivate. 

La rendita catastale calcolata dalla Provincia sulla diga di San Colombano è sbagliata. Ieri il Tar ha dato ragione al Comune di Vallarsa nel ricorso contro piazza Dante e i due concessionari della diga, Dolomiti Energia e Agsm. Ciò significa che fino a oggi alle amministrazioni della Valle del Leno sono stati versati meno tributi di quanto spettasse loro (il calcolo dell’Imu si basa infatti sulla rendita catastale). 
Non si tratta certo solo di piccoli numeri: oggi il Comune il cui primo cittadino è Geremia Gios raccoglie circa ottomila euro l’anno per la centrale di San Colombano, ma includendo Vallarsa, Terragnolo e Trambileno la cifra dovuta sale fino a circa quarantamila euro l’anno. Se, come previsto dal sindaco e docente di estimo Gios, la valutazione corretta fosse tre volte quella finora stimata e se a questa si aggiungessero anche gli arretrati di almeno cinque anni, nelle casse dei tre municipi entrerebbero alcune centinaia di migliaia di euro.
La battaglia di Davide contro Golia è cominciata nel 2011, quando Gios si è reso conto che le stime sulla rendita
catastale della diga non erano corrette; infatti la cifra stabilita per il calcolo dell’Imu era troppo bassa: per la Provincia la diga di San Colombano, in quanto a rendita, valeva meno di un milione, mentre il sindaco riteneva tale valore sottostimato di almeno tre volte.
L’avvocato Maria Cristina Osele spiega che Gios aveva chiesto di accedere agli atti, ma il Catasto ha reso difficoltosa la visione dei documenti, per questo ha impugnato “alla cieca” il dato catastale ed anche l’accordo con il quale veniva deciso come eseguire il computo. Provincia, Dolomiti Energia e Agsm, secondo Gios, non potevano decidere come calcolare la rendita catastale senza coinvolgere i Comuni. Il Tar ha costretto la Provincia a rendere pubblici i conteggi così è stato fatto un ricorso per motivi aggiunti.
Nel calcolare la rendita delle particelle edificiali, secondo il sindaco di Vallarsa, il Catasto aveva fatto degli errori grossolani, con troppe voci che tendevano a ribassare il valore. Ad esempio non avevano computato come imponibile il bacino della diga, di circa 10 ettari. Inoltre, per deprezzare la rendita, veniva conteggiata la vetustà della struttura, un valore che per le dighe non deve essere invece considerato. «Abbiamo chiesto al Tar di applicare la nostra stima, che è almeno di tre volte maggiore rispetto a quella del Catasto e il tribunale ha accolto la nostra tesi», spiega Gios.
Una sentenza, quella pronunciata ieri dal Tar, che potrebbe coinvolgere, con un effetto a catena, un centinaio di Comuni Trentini (tanti quanti sono le dighe). Se per ciascuna diga i Comuni coinvolti richiedessero una revisione delle renditele cifre risultanti non sarebbero certo trascurabili per i concessionari come Dolomiti Energia.
«Si tratta di pagare il giusto alle comunità per i danni che le dighe causano. Ho calcolato che per la sola Vallarsa, ogni anno, la struttura produce danni ambientali per 150mila euro: parlo di modifiche del clima, di impatto visivo, di ostacolo alla biodiversità». Per le amministrazioni, soprattutto per quelle piccole (come Vallarsa, Terragnolo e Trambileno) i maggiori introiti legati alle nuove stime sarebbero una piacevole boccata di ossigeno.
Le entrate sarebbero ancora più corpose, perché, come nel caso delle Valli del Leno, ai municipi andrebbero versati anche sei anni di arretrati. «In base ai miei calcoli, ai Comuni trentini andrebbero 5-6 milioni
in più di tasse. Per me è una soddisfazione soprattutto aver dimostrato che nel valore di una diga va contato anche il suo bacino d’acqua», sottolinea sottolinea con soddisfazione Gios. 
A CURA DI REDAZIONE CASETRENTINE.IT - FONTE L'ADIGE - QUOTIDIANO


venerdì 26 ottobre 2012

In tv l'accordo per salvare l'ufficio postale di Raossi

Mercoledì al TGR è andato in onda un servizio che parlava dell'accordo intrapreso lo scorso anno tra Poste Italiane e il comune di Vallarsa, che ha permesso di scongiurare la chiusura dell'ufficio postale di Raossi. Il servizio è visibile a questo link al minuto 11:25.

giovedì 21 giugno 2012

Dimissioni assessore RIppa

Nei giorni scorsi l'assessore alle foreste, agricoltura e patrimonio Luciano Rippa ha rassegnato le sue dimissioni per motivi personali. Dopo diversi anni in consiglio comunale l'amico Luciano si è sentito di aver dato molto alla valle e di non riuscire più a mantenere il suo impegno di assessore e consigliere. Da parte del sindaco Geremia Gios e di tutto il gruppo "Per la valle e la sua gente" va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto e il grandissimo impegno messo in queste legislature a servizio della Vallarsa. Ora, entro i 30 giorni di legge, sarà convocato un consiglio comunale per prendere atto delle dimissioni e procedere alla surroga del consigliere e dell'assessore.

domenica 20 marzo 2011

Bollettino n.3

E' in distribuzione il terzo numero del bollettino del gruppo, dedicato in gran parte al bilancio 2011.

martedì 14 dicembre 2010

Geremia Gios in Comunità di Valle

La Comunità di Valle è un organismo appena nato che deve acquisire le proprie competenze ed il proprio ruolo che si inserisce tra i comuni e la provincia. Un passaggio delicato che dev'essere gestito con competenza ed attenzione. La scelta di nominare il sindaco Geremia Gios all'interno dell'assemblea della Comunità come rappresentante di Vallarsa è nata proprio per l'esperienza che il sindaco ha, utile per gestire quei passaggi che più verranno a toccare il nostro comune e per avere una voce più forte all'interno dell'assemblea.

lunedì 31 maggio 2010

Primo consiglio comunale

Questa sera alle 20 presso il municipio si terrà il primo consiglio comunale. Il riconfermato sindaco Geremia Gios e i nuovi consiglieri eletti siederanno per la prima volta sulle poltrone dell'aula consiliare. Questa sera sarà ufficializzata la carica di Sindaco con suo giuramento, si verificheranno eventuali incompatibilità nei consiglieri e il primo cittadino comunicherà al consiglio la composizione della nuova giunta comunale.


Per quanto riguarda la composizione della giunta, pubblicheremo domani sul blog quali sono le nomine ufficiali, invitando chi è interessato a partecipare al consiglio comunale che ricordiamo essere aperto al pubblico.

Il gruppo si è riunito ieri sera e si è deciso che le competenze non saranno in mano ai soli assessori ma saranno distribuite a tutti i consiglieri di maggioranza, in modo che ci sia un vero e proprio lavoro di gruppo e che ognuno possa darsi da fare nel proprio settore di competenza.

martedì 18 maggio 2010

Risultato elezioni

Il gruppo "Per la valle e la sua gente" è soddisfatto del risultato ottenuto alle elezioni che hanno riconfermato il sindaco Geremia Gios. Ottimi anche i risultati relativi ai consiglieri che hanno ottenuto molte preferenze. Il gruppo si troverà nei prossimi giorni per discutere assieme il risultato ottenuto e concordare le linee guida da seguire.
Mentre ci si rimboccano le maniche tutto il gruppo vuole esprimere un ringraziamento particolare a tutti quelli che ci hanno sostenuto.

lunedì 17 maggio 2010

Composizione consiglio



Sempre il sito della regione ha fornito la simulazione della composizione del consiglio comunale. Nove i seggi della nostra lista oltre al sindaco Geremia Gios.
Clicca sulle immagini per ingrandirle

Primi risultati


Dal sito della regione emergono i primi risultati ufficiosi che danno la lista "Per la valle e la sua gente" vincente con 500 voti su 890 e il 56,18% delle preferenze. Rimaniamo in attesa di ulteriori dettagli.

venerdì 30 aprile 2010

Rassegna stampa

Dal quotidiano "Trentino" di ieri, 29 aprile 2010:

Gios riparte dalle frazioni

VALLARSA. Incontri con la popolazione in tutte le frazioni della valle e un blog aggiornato con il programma, le riunioni e i candidati. Parte così in Vallarsa la campagna elettorale della lista “Per la valle e la sua gente” che appoggia il sindaco uscente Geremia Gios, che prevede incontri con la popolazione in tutte le frazioni della valle e un blog aggiornato con il programma, le riunioni e i candidati. Da sabato e fino alla vigilia del voto i candidati saranno nelle varie frazioni della valle per presentarsi, ascoltare quali sono i problemi e le aspettative della popolazione e presentare quelli che sono stati i risultati di dieci anni di amministrazione della Vallarsa. Con il sindaco uscente Gios, che si presenta per il su terzo mandato da primo cittadino, sono quindici i candidati della lista civica che ha per simbolo la “Primula vallarsae” e che sulla scheda elettorale sarà la prima delle tre liste in corsa in Vallarsa. Degli amministratori uscenti si ripresentano il vice sindaco Rino Darra e gli assessori Ornella Martini e Luciano Rippa. Quasi tutti gli altri sono volti nuovi, presi dalle varie frazioni della valle e da tutte le fasce di età. Cinque le candidate donne, due i pensionati, due gli studenti universitari; il candidato più vecchio ha sessantasette anni, il più giovane ventidue. Proprio per sottolineare l’attenzione a tutte le età il gruppo lavorerà su due fronti. Da una parte gli incontri faccia a faccia con la gente, con riunioni nelle frazioni e nei paesi più importanti della valle. Dall’altra la tecnologia, con un blog (indirizzo internet, perlavalleelasuagente.blogspot.com) che racconta la lista e le sue proposte. Già dalla campagna elettorale la lista si muove con l’attenzione alla tradizione e un occhio alla tecnologia, nel tipico fare di Geremia Gios, dimostrato negli ultimi sei anni di amministrazione della valle. (m.p.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

giovedì 8 aprile 2010

Per la valle e la sua gente

Siamo un gruppo di gente di Vallarsa che crede che la nostra sia una valle con molte qualità e potenzialità. Per questo, proseguendo il lavoro svolto dalla precedente amministrazione vogliamo metterci in gioco e darci da fare per continuare a promuovere e valorizzare persone, idee e progetti.
L’obiettivo che abbiamo per i prossimi cinque anni mira a migliorare la qualità della vita di chi vive in Vallarsa, dal punto di vista culturale, sociale, economico e ambientale. Ognuno, con le proprie competenze e capacità, può contribuire in maniera sostanziale alle scelte della futura amministrazione.

Alle elezioni comunali del 16 maggio 2010, sosteniamo Geremia Gios candidato sindaco per il comune di Vallarsa.