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mercoledì 25 febbraio 2015

IMIS - Approvate le tariffe, ancora esenti le prime case

Il consiglio comunale di Vallarsa ieri si è trovato ad approvare il regolamento e le tariffe relative all'IM.I.S., imposta immobiliare semplice che va a sostituire dal 2015 l'Imu e la Tasi. Come accaduto anche negli anni scorsi, la politica comunale è quella di favorire i residenti di Vallarsa e le attività economiche, sfavorendo le grosse imprese (dighe). La differenza con l'imposta dello scorso anno è che se nel 2013 l'imposta veniva trattenuta dallo stato per alcune categorie, quest'anno viene direttamente al comune che però subisce un calo di trasferimenti da parte della Provincia.
Per quello che riguarda il regolamento, rispetto a quello "tipo" inviato dalla Provincia, il comune di Vallarsa ha definito alcune esenzioni dal pagamento della quota, assimilando alcune tipologie di abitazioni alla prima casa. In particolare sono state considerate "prima casa" le case con ciascuna due pertinenze (legnaia, garage o cantina), le case date in comodato a parenti fino al secondo grado, le case di persone residenti in casa di riposo e le case di italiani residenti all'estero ed iscritti all'A.I.R.E. come cittadini di Vallarsa.
Come gli scorsi anni rimane l'imposta ridotta del 50% per le abitazioni dichiarate inagibili.
Per quanto riguarda le tariffe, il Comune ha deciso di mantenere la linea di non pesare sulle tasche dei residenti, anche se questo comporta un piccolo sacrificio sulle casse comunali.
Per la prima casa, l'aliquota applicata è pari a 0,35 con una detrazione pari all'ammontare dell'imposta, esentandone quindi il pagamento. Questo costerà circa 20 mila euro di mancati introiti.
Per le altre case classificate come fabbricati ad uso abitativo, si adotta una aliquota pari a 0,99 (proposta pat 0,895) aumentando leggermente per recuperare circa 15 mila euro.
Per i fabbricati ad uso produttivo (attività artigianali, bar, alcuni alberghi) si applica una tariffa di 0,70 al posto dei 0,79 proposti dalla pat. Questo per favorire le attività produttive a scapito di circa 10mila euro di introiti comunali.
Per i fabbricati produttivi in categoria D (alcuni alberghi e dighe) l'aliquota applicata è di 1,05 con una detrazione di 2000 euro. Ciò comporta praticamente una diminuzione sostanziale per gli alberghi senza incidere sulle dighe che garantiscono una grossa quota di incassi per il Comune. 
Per i fabbricati di attività agricola si è deciso di mantenere la tariffa provinciale, mentre per gli altri immobili l'aliquota provinciale è di 0,895.
Con qualche sacrificio per il comune, si è cercato di mantenere le tariffe senza pesare sui residenti nella politica che il gruppo sta portando avanti da molti anni. Il regolamento e le tariffe sono stati approvati coi voti del gruppo "Per la valle e la sua gente" e del gruppo "Vallarsa Domani". Ha votato contrario il gruppo Lega Nord Vallarsa.

sabato 14 giugno 2014

Le tariffe municipali

La IUC, imposta unica comunale

L’ultima finanziaria del Governo ha nuovamente messo mano alle tariffe comunali da versare per i servizi e per le abitazioni. Dopo ICI e IMU da Roma hanno istituito quest’anno la IUC, Imposta Unica Comunale. Una scatola che racchiude tre componenti con regole e funzioni differenti: IMU, TASI e TARI. La IUC va pagata in due rate da versare rispettivamente entro il 16 giugno e il 16 dicembre, oppure in un unico versamento il 16 giugno.
La filosofia delle aliquote approvate dal comune di Vallarsa è quella di favorire il più possibile i residenti e le attività produttive della valle, riducendo quanto più possibile quanto dovuto anche grazie a detrazioni, sfavorendo in particolar modo quelle attività che hanno grosse entrate ma non portano diretti vantaggi in valle, come per esempio le dighe. La politica dell’amministrazione comunale rimane quella di mantenere i servizi senza aumentare le tasse, almeno per quanto di competenza municipale.

IMU
L’Imposta Municipale Propria è una imposta di natura patrimoniale che riguarda il possessore di immobili, tutte le case ad eccezione dell’abitazione principale. Sono esenti da questa tassa le abitazioni principali comprensive delle pertinenze (1 cantina + 1 garage + 1 legnaia) Il Comune di Vallarsa ha inoltre deliberato di concedere una detrazione pari al valore dell’imposta (quindi di fatto una esenzione) anche per le abitazioni concesse in uso ad un parente di primo grado (per esempio l’appartamento dove vive il figlio del proprietario), l’abitazione principale degli anziani residenzi in casa di riposo o quella italiana degli iscritti all’A.I.R.E. ovvero i residenti all’estero, purchè l’immobile non sia dato in affitto.
Per gli altri immobili la detrazione è pari allo 0,76 per mille, con una riduzione dello 0,08 per mille per gli immobili a destinazione turistico-alberghiera, bar, negozi, attività produttive artigianali e uffici. Una riduzione è qui prevista per le abitazioni date in uso a parenti fino al terzo grado, purchè residenti in Vallarsa, pari allo 0,08 per mille.
Per gli immobili di categoria D, ovvero le altre attività produttive dall’industria alle centrali elettriche, l’aliquota è del 10,6 per mille. Questo perché la quota ordinaria versata va direttamente allo Stato. Il Comune ha quindi applicato – come sua facoltà – l’aumento dello dello 0,3 che incassa interamente. Per i proprietari di tali immobili è prevista anche una detrazione di 3000 euro sulla maggiorazione dell’aliquota, applicabile però solo ad un immobile per ogni proprietario. Questo dovrebbe garantire alla maggior parte delle attività produttive della valle di ridurre notevolmente l’imposta dovuta.

TASI
La TASI è un nuovo tributo istituito con la Legge m. 147 del 27 dicembre 2013 e ss. Mm.) che dovrebbe coprire parte dei servizi indivisibili erogati dal Comune (ad esempio illuminazione pubblica, sgombero neve e manutenzione strade, ecc.). La TASI è dovuta dai proprietari titolari di diritti reali dei fabbricati e degli eventuali affittuari.
Per quanto riguarda il comune di Vallarsa, da questa tassa sono esenti:
- abitazione principale (tranne abitazioni accatastate in A/1, A/8, A/9 ossia ville e castelli), incluse le pertinenze (garage, depositi legna, cantina) nella misura massima di una unità immobiliare per ciascuna categoria catastale C/2, C/6, C/7;
- affittuari
- edifici destinati ad attività produttive (alberghi, bar, laboratori, ecc,) con l’eccezione di quelli destinati ad attività di banche, istituto di credito, assicurazioni ed i fabbricati destinati alle attività di produzione, trasformazione e distribuzione dell’energia elettrica.
Devono invece pagare:
- l’1 per mille con detrazione di 300,00 Euro gli immobili rurali strumentali all’attività agricola.
- l'1,5 per mille gli altri fabbricati (comprese banche e dighe).
- l’1,5 per mille per i terreni edificabili.
Nel caso di immobile dato in affitto, si paga l’1,35 per mille.
Sugli Immobili di categoria F3 (Unità in corso di costruzione) si paga l’1,5 per mille sul valore dell’area fabbricabile per la superficie di sedime del fabbricato.
Se l’importo è uguale o minore di 12 euro, la TASI non va pagata.

TARI

La Tari è la Tassa sui Rifiuti ed è destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell'utilizzatore.

domenica 21 aprile 2013

Rassegna stampa: Vallarsa vince il ricorso al Tar contro Dolomiti Energia




Diga: il Tar fa ricca la Vallarsa

Per i giudici l’Imu va pagata per l’intero invaso: «Da Dolomiti Energia errori e calcoli al ribasso»

di Giuliano Lott
VALLARSA. In pochi avrebbero scommesso sulla vittoria: tre piccoli comuni che si rivolgono al Tar perché ritengono che la società concessionaria di un bacino idrico debba pagare un Imu proporzionale all’estensione del bacino artificiale stesso pare una trasposizione del mito di Davide e Golia. E come nel mito, il più piccolo vince. Ieri infatti il Tar ha accolto il ricorso di Trambileno, Vallarsa e Terragnolo contro Dolomiti Energia e la Provincia. Secondo i giudici, la società in mano pubblica ha presentato un valore catastale del bacino di San Colombano molto inferiore a quello effettivo e così ora il calcolo andrà ripetuto su ben altra base. Dolomiti Energia rischia di dover pagare cifre astronomiche rispetto a quelle preventivate, ma il rischio è un effetto a catena: se ogni comune su cui sorge un bacino idroelettrico chiederà di applicare l’Imu in base a questi parametri, il conto annuo per la concessionaria potrebbe salire a cifre con molti zeri.
Facciamo un passo indietro: Dolomiti Energia, concessionaria della la diga di San Colombano, ha stabilito una quota Imu - in base alla legge che per agli immobili di tipo D consente al proprietario di proporre una propria stima al Catasto - sul manufatto piuttosto bassa, defalcando sia l’estensione del bacino (si parla di 12 ettari) che la stessa diga, calcolata alla stregua di un vecchio muro senza valore. Il primo a reagire è stato il sindaco di Vallarsa Geremia Gios, il quale nella vita di tutti i giorni è docente di estimo catastale all’Università di Trento. Dal punto di vista tecnico, l’autovalutazione di Dolomiti Energia, assieme alla Provincia, aveva sollevato la perplessità del professore, ancor prima che quella del sindaco. Gios aveva impugnato la stima, che considerava troppo bassa, e ha coinvolto nell’azione legale sia il comune di Trambileno - su cui insiste buona parte del bacino - e di Terragnolo (sul cui territorio scorrono delle tubature a conduzione forzata). A sorpresa, il Tar ha dato ragione ai tre comuni “ribelli”: la stima è sottodimensionata e risente di alcuni gravi errori ed omissioni, che contrastano non con leggi di recente approvazione, ma con regolamenti di oltre 40 anni fa, che dovrebbero essere ben noti a chi istruisce la pratica.
Soddisfatta l’avvocato Maria Cristina Osele, che ha tutelato i tre comuni: «É una grande vittoria, che costituisce anche un precedente molto importante per ogni comune. I concessionari in Trentino pagano poco, anche in virtù di un accordo tra Dolomiti Energia e la Provincia. I comuni incassano cifre piuttosto modeste». Sul “quantum” è ancora prematuro: ora Dolomiti Energia dovrà rifare i calcoli. Ma secondo il legale la cifra dovuta sarà «almeno il triplo». Sui tempi però non c’è certezza: è probabile il ricorso del gestore al Consiglio di Stato.
Trentino, 19 aprile 2013

Vallarsa: la rendita catastale calcolata dalla Provincia è sbagliata
Il mito di Davide e Golia si ripete. Se non fosse davvero successo, in pochi avrebbero creduto nella vittoria di tre piccoli comuni della Vallarsa che si rivolgono al Tar sostenendo che la società concessionaria di un bacino idrico debba pagare un Imu proporzionale all’estensione del bacino artificiale stesso.
Ieri, 18 Aprile, il Tar ha accolto il ricorso di Trambileno, Vallarsa e Terragnolo contro Dolomiti Energia e la Provincia Autonoma si Trento: la società avrebbe infatti stimato un valore catastale del bacino artificiale di San Colombano molto inferiore a quello effettivo.
Ora il calcolo va ripetuto e Dolomiti rischia di dover versare cifre molto maggiori rispetto a quelle preventivate. 

La rendita catastale calcolata dalla Provincia sulla diga di San Colombano è sbagliata. Ieri il Tar ha dato ragione al Comune di Vallarsa nel ricorso contro piazza Dante e i due concessionari della diga, Dolomiti Energia e Agsm. Ciò significa che fino a oggi alle amministrazioni della Valle del Leno sono stati versati meno tributi di quanto spettasse loro (il calcolo dell’Imu si basa infatti sulla rendita catastale). 
Non si tratta certo solo di piccoli numeri: oggi il Comune il cui primo cittadino è Geremia Gios raccoglie circa ottomila euro l’anno per la centrale di San Colombano, ma includendo Vallarsa, Terragnolo e Trambileno la cifra dovuta sale fino a circa quarantamila euro l’anno. Se, come previsto dal sindaco e docente di estimo Gios, la valutazione corretta fosse tre volte quella finora stimata e se a questa si aggiungessero anche gli arretrati di almeno cinque anni, nelle casse dei tre municipi entrerebbero alcune centinaia di migliaia di euro.
La battaglia di Davide contro Golia è cominciata nel 2011, quando Gios si è reso conto che le stime sulla rendita
catastale della diga non erano corrette; infatti la cifra stabilita per il calcolo dell’Imu era troppo bassa: per la Provincia la diga di San Colombano, in quanto a rendita, valeva meno di un milione, mentre il sindaco riteneva tale valore sottostimato di almeno tre volte.
L’avvocato Maria Cristina Osele spiega che Gios aveva chiesto di accedere agli atti, ma il Catasto ha reso difficoltosa la visione dei documenti, per questo ha impugnato “alla cieca” il dato catastale ed anche l’accordo con il quale veniva deciso come eseguire il computo. Provincia, Dolomiti Energia e Agsm, secondo Gios, non potevano decidere come calcolare la rendita catastale senza coinvolgere i Comuni. Il Tar ha costretto la Provincia a rendere pubblici i conteggi così è stato fatto un ricorso per motivi aggiunti.
Nel calcolare la rendita delle particelle edificiali, secondo il sindaco di Vallarsa, il Catasto aveva fatto degli errori grossolani, con troppe voci che tendevano a ribassare il valore. Ad esempio non avevano computato come imponibile il bacino della diga, di circa 10 ettari. Inoltre, per deprezzare la rendita, veniva conteggiata la vetustà della struttura, un valore che per le dighe non deve essere invece considerato. «Abbiamo chiesto al Tar di applicare la nostra stima, che è almeno di tre volte maggiore rispetto a quella del Catasto e il tribunale ha accolto la nostra tesi», spiega Gios.
Una sentenza, quella pronunciata ieri dal Tar, che potrebbe coinvolgere, con un effetto a catena, un centinaio di Comuni Trentini (tanti quanti sono le dighe). Se per ciascuna diga i Comuni coinvolti richiedessero una revisione delle renditele cifre risultanti non sarebbero certo trascurabili per i concessionari come Dolomiti Energia.
«Si tratta di pagare il giusto alle comunità per i danni che le dighe causano. Ho calcolato che per la sola Vallarsa, ogni anno, la struttura produce danni ambientali per 150mila euro: parlo di modifiche del clima, di impatto visivo, di ostacolo alla biodiversità». Per le amministrazioni, soprattutto per quelle piccole (come Vallarsa, Terragnolo e Trambileno) i maggiori introiti legati alle nuove stime sarebbero una piacevole boccata di ossigeno.
Le entrate sarebbero ancora più corpose, perché, come nel caso delle Valli del Leno, ai municipi andrebbero versati anche sei anni di arretrati. «In base ai miei calcoli, ai Comuni trentini andrebbero 5-6 milioni
in più di tasse. Per me è una soddisfazione soprattutto aver dimostrato che nel valore di una diga va contato anche il suo bacino d’acqua», sottolinea sottolinea con soddisfazione Gios. 
A CURA DI REDAZIONE CASETRENTINE.IT - FONTE L'ADIGE - QUOTIDIANO


mercoledì 10 aprile 2013

Rassegna stampa: Approvato il bilancio 2013

Trentino, 8 aprile 2013

 

Anche Vallarsa abbassa l’Imu

Nel bilancio appena approvato detrazioni aggiuntive per le prime case




VALLARSA. Sistemazione delle pale del microelico e apertura di una cava di inerti in Val delle prigioni nel breve periodo, rifacimento di alcuni tratti di acquedotto e fognature nel medio, sistemazione del ponte di Speccheri e adeguamento del centro scolastico nel lungo periodo.
Sono i tratti salienti del bilancio comunale di Vallarsa, approvato nei giorni scorsi, che pareggia a 6,3 milioni di euro. Le spese per la gestione ammontano a 1,6 milioni di euro, mentre per le opere ne sono stati stanziati quasi 3,5.
La filosofia della giunta Gios non si scosta molto da quelle degli altri paesi della Vallagarina. Diminuendo le entrate, le azioni principali della giunta sono volte a non incidere sulle tasche dei cittadini con nuove tasse, mantenere intatti i servizi erogati e cercare di ridurre le spese di gestione della macchina comunale. Una sorta di quadratura del cerchio tutt’altro che semplice da trovare.
Nel caso specifico di Vallarsa rimarranno invariate le tariffe sull'acqua mentre aumenteranno le detrazioni dell'Imup sulla prima casa, esempio questo che non molti altri comuni hanno seguito. Anche per il 2013 si manterrà il sostegno alle numerose associazioni della vallata e non si taglierà nemmeno sui servizi alla persona come gli interventi per la prima infanzia, Tagesmutter, colonia estiva, piano giovani, corsi formativi per adulti, centro prelievi e fisioterapia.
In vista del centenario della Grande Guerra si comincerà a pulire e sistemare i sentieri verso i luoghi di combattimento, si sistemerà la rete internet a banda larga, il parcheggio e l'area adiacente al campo sportivo di Albaredo.
Infine si comincerà a studiare la possibilità di installare anche dei generatori di energia sfruttando i piccoli dislivelli del Leno: il cosiddetto microidroelettrico. Da verificare l’impatto sul torrente.(pa.t.)

giovedì 29 marzo 2012

Rassegna stampa

Ecco cosa dicono i quotidiano locali dell'IMU in Vallarsa

L'adige del 24/3/2012 pag.33

Il primato. Pressione tributaria lieve grazie alle entrate non fiscali
Vallarsa paradiso fiscale «Da noi l’Imu più bassa»



VALLARSA - Con l’introduzione dell’Imu, in Vallarsa, le tasse scenderanno. Il piccolo comune del Pasubio è infatti l’unico, in Trentino, dove l’imposta municipale propria sarà più bassa di quanto suggerito dal Governo. Prima casa: secondo quanto stabilito a Roma, la tassazione è al 4 per mille, ma la detrazione per questo tipo di immobile è quantificata in 200 euro (cui si aggiungono ulteriori 50 euro per ogni figlio di età inferiore ai 26 anni ma residente in famiglia). Bene, in Vallarsa la detrazione sarà di 240 euro. Attività produttive: il governo proponeva una tassazione al 7,6 per mille, mentre la Provincia aveva suggerito una cifra ancora maggiore, pari al 7,83 per mille. Invece, nelle 43 frazioni del comune sul Pasubio, l’aliquota sarà del 6,8 per mille. Attività agricole: tassabili al 2 per mille secondo Roma, campi, stalle e frutteti della Vallarsa saranno tassati all’1,2 per mille. A livello di prima casa, saranno a/lmeno 300 le famiglie che godranno dell’inatteso sconto, mentre a livello di attività produttive si aggiungono 50 imprenditori. Ma oltre a chi già vive in Vallarsa, questo tipo di scelta può favorire anche chi decide di venirci ad abitare, oppure di fondarci la propria attività economica. Si tratta, a ben vedere, di una vera e propria forma di marketing territoriale agendo sulla leva fiscale. Particolarmente soddisfatto della novità, ovviamente, il sindaco Geremia Gios: «Se arriviamo oggi a un tale risultato, capace di ridurre la pressione fiscale, lo dobbiamo a una gestione di bilancio attuata con grande attenzione e tutta volta a cercare di aumentare le entrate con forme diverse da quelle della tassazione sui residenti». Molti i provvedimenti dell’amministrazione in questa direzione. Di grande importanza è la rendita fiscale proveniente dalla diga di San Colombano che sarà soggetta a un probabile aumento: i comuni di Terragnolo, Trambileno e Vallarsa si sono infatti uniti per rivedere le rendite Imu che, in questo caso, devono essere sostenute da Agsm spa e Dolomiti energia. Per quanto riguarda il prossimo futuro spiccano le iniziative per lo sfruttamento delle risorse naturali: anzitutto il cippato che potrà essere venduto a Manifattura domani, in secondo luogo la possibilità di sfruttare la cava di ghiaia della Val delle Prigioni. A tutto questo si aggiunge che la Vallarsa è forse l’unico comune che ha un sindaco che lavora gratuitamente: «Se dovessi incassare tutto quanto previsto dalla legge, tra indennità e rimborsi, si andrebbe sui 30-40mila euro» quantifica Gios. Con tutte queste premesse la Vallarsa si candida dunque a diventare luogo di attrazione dell’imprenditoria. Se si conta che tutte le rendite catastali, coi recenti provvedimenti, sono aumentate del 60%, è chiaro che i risparmi economici possono diventare importanti. Lu.Na.

L'Adige pag.33

24/03/2012

Trentino del 27/3/2012

L'Imu in Vallarsa pesa meno
Aliquote rispettose delle difficoltà delle famiglie

VALLARSA. Peserà poco l'Imposta Municipale Propria, (Imup, anche se ormai ribattezzata universalmente Imu) sui residenti in Vallarsa. Il consiglio comunale ha approvato aliquote e detrazioni per il 2012 e il risultato è che, di fatto, più della metà dei residenti avranno il piacere ed il privilegio, visto l'andamento degli altri comuni, Rovereto su tutto, di non pagare l'imposta sulla prima casa. Se infatti metà dell'Imup (e comunque, il 3,8 per cento per tutti gli immobili diversi dalla prima casa) va direttamente allo Stato, per quanto riguarda la parte a discrezione delle amministrazioni in Vallarsa si è cercato di fare tutto il possibile per venire incontro ai cittadini. Il comune applicherà quindi una detrazione da 200 a 240 euro per tutte le prime case. Inoltre l'aliquota base, scende dal 7,6 per mille suggerito dalla Provincia e applicato per esempio a Rovereto, al 6,8 per mille. Che sarà quindi applicato a tutte le attività commerciali quali bar, ristoranti uffici, e depositi artigiani e 1,2 per mille sulle attività zootecniche. In questo modo più della metà dei residenti, secondo le proiezioni effettuate dal comune di Vallarsa, non pagherà la parte comunale dell'imposta sulla prima casa e sulle tre pertinenze (1 cantina, 1 baracca per la legna e 1 garage) previste dal regolamento. Anche per quanto riguarda le imprese, la scelta di aliquote moderate permetterà alle categorie economiche della valle di pagare meno, con la riduzione dello 0,08 per mille risp
etto alla stragrande maggioranza del resto del Trentino e probabilmente del Paese. In questo modo si ha una minore entrata per il comune, ma si favoriscono molti residenti, evitando di calcare la mano in questo momento di crisi economica. Tuttavia questo occhio di riguardo non varrà invece per le per le dighe, dalle quali provengono le entrate più consistenti del comune di Vallarsa. Il ragionamento è che attività produttive di energia e di certo non in crisi, possono pagare quanto basta per non dover calcare la mano sulle famiglie. Il provvedimento, presentato in consiglio comunale mercoledì 20 marzo, ha raccolto il parere favorevole della maggioranza e di "Vallarsa Domani" mentre solo Rudi Piazza della Lega si è astenuto riservandosi di studiare meglio i contenuti. La riduzione dell'Imup si lega con quella delle tariffe dell'acqua. La giunta municipale nei giorni scorsi ha deliberato le tariffe per l'anno 2012 con una riduzione delle spese di gestione. La bolletta, si compone di una parte determinata dalla Provincia (spese di depurazione) e una parte del comune (spese di fognatura e del servizio irriguo). Per queste ultime due voci si è agito riducendo leggermente la tariffa per la fascia di consumo media, ovvero la stragrande maggioranza degli utenti. Le spese di gestione dell'impianto sono coperte con i guadagni e in questo modo si va incontro alle famiglie aiutandole in questo momento di crisi.
27 marzo 2012

giovedì 22 marzo 2012

IMUP e tariffe acqua al minimo


Peserà poco l’Imposta Municipale Propria, (IMUP) sui residenti in Vallarsa. Per il 2012 è stato approvato in consiglio le detrazioni che permetteranno, di fatto, a più della metà dei residenti di non pagare l’imposta sulla prima casa. Se metà dell’Imup va direttamente allo stato, per quanto riguarda la parte a discrezione delle amministrazioni si è cercato di agire il più possibile per venire incontro ai cittadini. Il comune applicherà infatti una detrazione da 200 a 240 euro per tutte le prime case. Inoltre l'aliquota scende dal 7,6 per mille al 6,8 per mille per le attività commerciali quali bar, ristoranti uffici, e depositi artigiani e 1,2 per mille sulle attività zootecniche. In questo modo più della metà dei residenti non pagherà la parte comunale dell’imposta sulla prima casa e sulle tre pertinenze (1 cantina, 1 baracca per la legna e 1 garage) previste dal regolamento. Anche per quanto riguarda le imprese, la detrazione permetterà alle categorie economiche della valle di pagare meno, con la riduzione dello 0,08 per mille. In questo modo si ha una minore entrata per il comune, ma si favoriscono molti residenti in questo momento di crisi economica. Tuttavia questa esenzione non vale per le dighe, dalle quali provengono le entrate più consistenti del comune di Vallarsa. Il provvedimento, presentato in consiglio comunale mercoledì 20 marzo, ha raccolto il parere favorevole della maggioranza e di “Vallarsa Domani” mentre solo Rudi Piazza della Lega si è astenuto riservandosi di studiare meglio i contenuti.

La riduzione dell’Imup si lega con quella delle tariffe dell’acqua. La giunta municipale nei giorni scorsi ha deliberato le tariffe del servizio acquedotto che per l’anno 2012 prevedono una riduzione delle spese di gestione. La bolletta, si compone di una parte determinata dalla Provincia (spese di depurazione) e una parte del comune (spese di fognatura e del servizio irriguo). Per queste ultime due voci si è agito riducendo leggermente la tariffa per la fascia di consumo media, ovvero quella che interessa la stragrande maggioranza degli utenti. Le spese di gestione dell’impianto sono coperte con i guadagni e in questo modo si va incontro alle famiglie aiutandole in questo momento di crisi.