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domenica 26 aprile 2015

Il programma in pillole | 4 | Fare tesoro delle nostre ricchezze

In una realtà come la Vallarsa, non possiamo permetterci di tradurre in denaro e in semplice ragionamento economico il concetto di ricchezza. La terra secondo noi ha un valore che va al di là del prezzo, ma che contiene qualità storiche, ambientali, paesaggistiche che non vanno dimenticate. Abbiamo risorse che si possono sfruttare, anche se con le dovute attenzioni, puntando sulla qualità, sulla diversità, sulla straordinarietà. La Vallarsa ha molto da offrire ai visitatori e si turisti, la nostra ricchezza sta nel patrimonio naturale, storico e paesaggistico, che va tutelato, valorizzato e non svenduto. Pensiamo al valore culturale della Grande Guerra negli anni del centenario e a quello naturale in chiave turistica, alla vocazione agricola e forestale del nostro territorio, alla particolarità dei nostri centri storici che devono seguire regole di sviluppo diverse da quelle delle realtà di fondovalle. Acqua, sole, bosco, aria sono le risorse naturali che assieme al capitale umano possono diventare energia per una valle che guarda al futuro. 







sabato 18 aprile 2015

Il programma in pillole | 3 | Una comunità al passo coi tempi


Una comunità viva ha futuro se, partendo dalle proprie radici e tradizioni sa trasformarsi per rispondere a nuove esigenze. In questo periodo storico, la tecnologia ha semplificato molte cose, è diventato più facile muoversi, si comunica in modo immediato e ci sono più strumenti diversi per interagire con la pubblica amministrazione. Dobbiamo essere bravi a sfruttare al meglio le tecnologie di oggi per garantire servizi efficienti ed efficaci. Come è stato fatto in passato, cercheremo di alzare lo sguardo verso il futuro per essere consapevoli dei bisogni e delle necessità che si presenteranno, prima che diventino un’incombenza. Lo spirito dev’essere questo: saper guardare avanti.
La sfida del lavoro è il tema principale in questo periodo. Il comune, da solo, non può creare posti di lavoro, ma può gettare le basi per la nascita di nuove imprenditorialità. Vogliamo garantire azioni che possano fare la differenza anche per le imprese, per il sostegno ad innovazione e formazione, assieme a servizi adeguati anche per le categorie economiche. Solo così la distanza fisica può essere ridotta e anche una zona periferica rispetto alle maggiori vie di comunicazione come la Vallarsa può risultare appetibile. 











martedì 25 novembre 2014

RASSEGNA STAMPA

Dal Trentino del 22 novembre 2014

Minieolico: ecco le eliche sui lampioni pubblici

La tecnologia pulita e non invasiva alimenta l’illuminazione. Ma l’ambizione è diventare autosufficienti sull’energia


VALLARSA. Iniziano a prendere forma gli impianti di illuminazione pubblica con il microeolico in Vallarsa. Sono infatti già visibili le eliche che alimenteranno i lampioni a Speccheri, Foppiano e al Pian delle Fugazze e tra poco saranno completati con gli impianti di illuminazione. Una tecnologia pulita e silenziosa che permetterà al comune di risparmiare.
Parlando di energia eolica il pensiero passa subito alle gigantesche pale come quelle poste a nord di Verona, ma ci sono diversi modi di sfruttare l’energia del vento, una delle più convenienti. Lo ha sperimentato il comune di Vallarsa che grazie ad un contributo provinciale ha installato in tre frazioni un impianto sperimentale di produzione microeolica, che serve a dare energia all’illuminazione pubblica e immetterne in rete.
Il progetto inizia ora a prendere forma, anche se le pale non sono proprio “micro” si inseriscono senza grossi impatti nell’ambiente di valle e permettono di abbattere i costi dell’illuminazione pubblica in quanto – producendo direttamente sul posto – riducono anche l’incidenza dei costi di produzione e trasporto presenti in bolletta e che sono circa il 50% della spesa assieme al consumo. Le pale sono state piantate al Passo pian delle Fugazze, a Speccheri e a Foppiano.
Sempre in ambito di energie rinnovabili e sostenibilità il comune di Vallarsa ha approvato nei mesi scorsi il Paes, piano di azione per l’energia sostenibile, che prevede per il 2020 una riduzione delle emissioni del 20% rispetto al 2008, e in questo le energie verdi sono un capitolo fondamentale. Il comune sta anche predisponendo uno studio sullo sfruttamento delle energie rinnovabili presenti in valle: legno, acqua e vento. Il piano darà indicazioni pratiche su dove conviene installare centrali elettriche o sfruttare i boschi. L’obiettivo, ambizioso, è quello di guardare al futuro cercando di essere meno dipendenti dal petrolio e più autonomi dal punto di vista elettrico.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

martedì 28 gennaio 2014

Impegni per il futuro, ridurre le emissioni e puntare al rinnovabile

Nel corso dell’autunno l’amministrazione comunale ha affidato due importanti incarichi che, guardando al futuro, impegnano il comune di Vallarsa dal punto di vista dell’ambiente, dell’energia e della riduzione dei consumi. Si tratta dell’adesione al cosiddetto “Patto dei sindaci” con la contestuale redazione del PAES, e la redazione di un piano di interventi per lo sfruttamento delle risorse rinnovabili presenti sul territorio comunale. Entrambe le iniziative, sono rese possibili grazie a un finanziamento da parte dell’Azienda provinciale per l’energia e segnano un importante indirizzo verso il futuro e lo sviluppo della Vallarsa.

Il Patto dei sindaci



Il cosiddetto Patto dei sindaci, è un impegno preso a livello di comunità locale con l’Unione Europea, per ridurre le emissioni e diversificare i consumi energetici all’interno del territorio comunale. è dimostrato infatti che il consumo di energia, in continuo aumento, è il responsabile di oltre il 50% delle emissioni di gas serra, e quindi fornisce un apporto notevole al cambiamento climatico in atto.
L’Unione Europea, nel 2008, ha studiato un sistema per coinvolgere in modo attivo e concreto le comunità locali ad agire in prima persona. I comuni rappresentano, infatti, il luogo ideale per stimolare gli abitanti, ed in particolare i giovani cittadini, ad un cambiamento delle abitudini quotidiane in materia ambientale ed energetica, al fine di migliorare la qualità della vita e del contesto urbano.
Con la firma del Patto il Comune di Vallarsa si impegna a ridurre entro il 2020 le emissioni di CO2  del 20% del proprio territorio contribuendo attivamente a raggiungere gli obiettivi che l’Unione Europea si è posta  in termini di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, di maggiore efficienza energetica e di maggiore utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.
Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, il comune di Vallarsa, una volta firmato il Patto, si deve dotare di un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) che, nella fase conoscitiva iniziale, fotografa la situazione energetica del territorio per gli anni 2008 e 2012 e successivamente programma le azioni da intraprendere entro il 2020 al fine di ridurre le emissioni di CO2.
Un compito importante, assolutamente non semplice soprattutto se calato in una realtà non urbana come è la Vallarsa, che richiede il coinvolgimento di tutti i cittadini per contribuire al miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente. Un modo inoltre per dimostrare che anche noi guardiamo al bene comune e contribuiamo alla mitigazione del fenomeno emissivo come richiesto dall’Europa.
Il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile sarà il risultato di un dialogo con tutti i portatori di interesse del territorio; in questa ottica saranno coinvolti, attraverso degli incontri pubblici, i diversi portatori di interesse del territorio: amministratori e dirigenti del Comune, rappresentanti del modo economico e produttivo, associazioni culturali e sociali, mondo scolastico.
I residenti in Vallarsa, assieme al notiziario comunale hanno ricevuto anche un questionario. E’ il primo passo dell’azione conoscitiva, per capire qual è il livello di partenza e quindi quali sono gli obiettivi da raggiungere. Vi chiediamo di compilarlo e di consegnarlo nell’urna in municipio o al primo incontro pubblico come indicato sulla lettera. E’ anonimo ed è solo conoscitivo, nessuno verrà a multarvi se i dati non sono giusti ma vi chiediamo di compilarlo nel modo più esatto possibile.

Mercoledì 12 Febbraio l'incontro pubblico alle 20.30 presso il teatro comunale di S.Anna. Se non lo hai già consegnato, porta il questionario che ti è arrivato a casa con "Vallarsa Notizie"

Vuoi saperne di più? Scarica il pieghevole!

Un piano per le risorse rinnovabili

Diverso ma non slegato dal PAES è il secondo intervento che l’amministrazione ha adottato. L’arch. Marco Malossini, che già nella tesi di dottorato aveva lavorato sui paesaggi potenziali della Vallarsa (con un lavoro che è stato presentato su uno degli ultimi numeri del notiziario comunale) ha ricevuto l’incarico di studiare le potenzialità energetiche del nostro territorio.
Il suo studio andrà ad analizzare in modo molto approfondito tutte le fonti di energia rinnovabili presenti sul territorio, ma anche le potenzialità produttive e i paesaggi da riqualificare. In modo molto concreto e puntuale individuerà dove ci sono margini d’azione per produrre energia, coltivare il bosco o recuperare terreni agricoli.
Vento, acqua, legno, salti naturali sono alcuni dei temi che saranno individuati dallo studio che, in modo scientifico, raccoglierà ed elaborerà dei dati per creare un elenco di possibili interventi che andranno attuati a medio termine per poter garantire un certo livello di autonomia energetica e anche economica alla Vallarsa.
Un lavoro questo che non è slegato dal precedente ma che dà un quadro operativo e un programma di azioni locali ben definite che contribuiscono al tema della sostenibilità ambientale e al raggiungimento degli obiettivi prefissati dal PAES. Per questo le due azioni andranno di pari passo e lette assieme.

Spesso si rischia di tenere una visione a corto raggio, dovuta alle tante incombenze quotidiane da risolvere, si rincorre la soluzione più veloce e più economica. Documenti come questo tracciano un piano, forniscono degli obiettivi da raggiungere e, se non rimangono chiusi in una teca di qualche armadio comunale ma sono lì sul tavolo pronti ad essere aperti, permettono di mantenere una rotta verso comportamenti più responsabili e sostenibili.

domenica 21 aprile 2013

Rassegna stampa: Vallarsa vince il ricorso al Tar contro Dolomiti Energia




Diga: il Tar fa ricca la Vallarsa

Per i giudici l’Imu va pagata per l’intero invaso: «Da Dolomiti Energia errori e calcoli al ribasso»

di Giuliano Lott
VALLARSA. In pochi avrebbero scommesso sulla vittoria: tre piccoli comuni che si rivolgono al Tar perché ritengono che la società concessionaria di un bacino idrico debba pagare un Imu proporzionale all’estensione del bacino artificiale stesso pare una trasposizione del mito di Davide e Golia. E come nel mito, il più piccolo vince. Ieri infatti il Tar ha accolto il ricorso di Trambileno, Vallarsa e Terragnolo contro Dolomiti Energia e la Provincia. Secondo i giudici, la società in mano pubblica ha presentato un valore catastale del bacino di San Colombano molto inferiore a quello effettivo e così ora il calcolo andrà ripetuto su ben altra base. Dolomiti Energia rischia di dover pagare cifre astronomiche rispetto a quelle preventivate, ma il rischio è un effetto a catena: se ogni comune su cui sorge un bacino idroelettrico chiederà di applicare l’Imu in base a questi parametri, il conto annuo per la concessionaria potrebbe salire a cifre con molti zeri.
Facciamo un passo indietro: Dolomiti Energia, concessionaria della la diga di San Colombano, ha stabilito una quota Imu - in base alla legge che per agli immobili di tipo D consente al proprietario di proporre una propria stima al Catasto - sul manufatto piuttosto bassa, defalcando sia l’estensione del bacino (si parla di 12 ettari) che la stessa diga, calcolata alla stregua di un vecchio muro senza valore. Il primo a reagire è stato il sindaco di Vallarsa Geremia Gios, il quale nella vita di tutti i giorni è docente di estimo catastale all’Università di Trento. Dal punto di vista tecnico, l’autovalutazione di Dolomiti Energia, assieme alla Provincia, aveva sollevato la perplessità del professore, ancor prima che quella del sindaco. Gios aveva impugnato la stima, che considerava troppo bassa, e ha coinvolto nell’azione legale sia il comune di Trambileno - su cui insiste buona parte del bacino - e di Terragnolo (sul cui territorio scorrono delle tubature a conduzione forzata). A sorpresa, il Tar ha dato ragione ai tre comuni “ribelli”: la stima è sottodimensionata e risente di alcuni gravi errori ed omissioni, che contrastano non con leggi di recente approvazione, ma con regolamenti di oltre 40 anni fa, che dovrebbero essere ben noti a chi istruisce la pratica.
Soddisfatta l’avvocato Maria Cristina Osele, che ha tutelato i tre comuni: «É una grande vittoria, che costituisce anche un precedente molto importante per ogni comune. I concessionari in Trentino pagano poco, anche in virtù di un accordo tra Dolomiti Energia e la Provincia. I comuni incassano cifre piuttosto modeste». Sul “quantum” è ancora prematuro: ora Dolomiti Energia dovrà rifare i calcoli. Ma secondo il legale la cifra dovuta sarà «almeno il triplo». Sui tempi però non c’è certezza: è probabile il ricorso del gestore al Consiglio di Stato.
Trentino, 19 aprile 2013

Vallarsa: la rendita catastale calcolata dalla Provincia è sbagliata
Il mito di Davide e Golia si ripete. Se non fosse davvero successo, in pochi avrebbero creduto nella vittoria di tre piccoli comuni della Vallarsa che si rivolgono al Tar sostenendo che la società concessionaria di un bacino idrico debba pagare un Imu proporzionale all’estensione del bacino artificiale stesso.
Ieri, 18 Aprile, il Tar ha accolto il ricorso di Trambileno, Vallarsa e Terragnolo contro Dolomiti Energia e la Provincia Autonoma si Trento: la società avrebbe infatti stimato un valore catastale del bacino artificiale di San Colombano molto inferiore a quello effettivo.
Ora il calcolo va ripetuto e Dolomiti rischia di dover versare cifre molto maggiori rispetto a quelle preventivate. 

La rendita catastale calcolata dalla Provincia sulla diga di San Colombano è sbagliata. Ieri il Tar ha dato ragione al Comune di Vallarsa nel ricorso contro piazza Dante e i due concessionari della diga, Dolomiti Energia e Agsm. Ciò significa che fino a oggi alle amministrazioni della Valle del Leno sono stati versati meno tributi di quanto spettasse loro (il calcolo dell’Imu si basa infatti sulla rendita catastale). 
Non si tratta certo solo di piccoli numeri: oggi il Comune il cui primo cittadino è Geremia Gios raccoglie circa ottomila euro l’anno per la centrale di San Colombano, ma includendo Vallarsa, Terragnolo e Trambileno la cifra dovuta sale fino a circa quarantamila euro l’anno. Se, come previsto dal sindaco e docente di estimo Gios, la valutazione corretta fosse tre volte quella finora stimata e se a questa si aggiungessero anche gli arretrati di almeno cinque anni, nelle casse dei tre municipi entrerebbero alcune centinaia di migliaia di euro.
La battaglia di Davide contro Golia è cominciata nel 2011, quando Gios si è reso conto che le stime sulla rendita
catastale della diga non erano corrette; infatti la cifra stabilita per il calcolo dell’Imu era troppo bassa: per la Provincia la diga di San Colombano, in quanto a rendita, valeva meno di un milione, mentre il sindaco riteneva tale valore sottostimato di almeno tre volte.
L’avvocato Maria Cristina Osele spiega che Gios aveva chiesto di accedere agli atti, ma il Catasto ha reso difficoltosa la visione dei documenti, per questo ha impugnato “alla cieca” il dato catastale ed anche l’accordo con il quale veniva deciso come eseguire il computo. Provincia, Dolomiti Energia e Agsm, secondo Gios, non potevano decidere come calcolare la rendita catastale senza coinvolgere i Comuni. Il Tar ha costretto la Provincia a rendere pubblici i conteggi così è stato fatto un ricorso per motivi aggiunti.
Nel calcolare la rendita delle particelle edificiali, secondo il sindaco di Vallarsa, il Catasto aveva fatto degli errori grossolani, con troppe voci che tendevano a ribassare il valore. Ad esempio non avevano computato come imponibile il bacino della diga, di circa 10 ettari. Inoltre, per deprezzare la rendita, veniva conteggiata la vetustà della struttura, un valore che per le dighe non deve essere invece considerato. «Abbiamo chiesto al Tar di applicare la nostra stima, che è almeno di tre volte maggiore rispetto a quella del Catasto e il tribunale ha accolto la nostra tesi», spiega Gios.
Una sentenza, quella pronunciata ieri dal Tar, che potrebbe coinvolgere, con un effetto a catena, un centinaio di Comuni Trentini (tanti quanti sono le dighe). Se per ciascuna diga i Comuni coinvolti richiedessero una revisione delle renditele cifre risultanti non sarebbero certo trascurabili per i concessionari come Dolomiti Energia.
«Si tratta di pagare il giusto alle comunità per i danni che le dighe causano. Ho calcolato che per la sola Vallarsa, ogni anno, la struttura produce danni ambientali per 150mila euro: parlo di modifiche del clima, di impatto visivo, di ostacolo alla biodiversità». Per le amministrazioni, soprattutto per quelle piccole (come Vallarsa, Terragnolo e Trambileno) i maggiori introiti legati alle nuove stime sarebbero una piacevole boccata di ossigeno.
Le entrate sarebbero ancora più corpose, perché, come nel caso delle Valli del Leno, ai municipi andrebbero versati anche sei anni di arretrati. «In base ai miei calcoli, ai Comuni trentini andrebbero 5-6 milioni
in più di tasse. Per me è una soddisfazione soprattutto aver dimostrato che nel valore di una diga va contato anche il suo bacino d’acqua», sottolinea sottolinea con soddisfazione Gios. 
A CURA DI REDAZIONE CASETRENTINE.IT FONTE L'ADIGE - QUOTIDIANO


lunedì 18 febbraio 2013

Giunta al lume di candela per "M'illumino di meno

Giunta al lume di candela, lampioni spenti, mail al posto delle lettere. Con questi piccolissime azioni il Comune di Vallarsa ha partecipato a "M'illumino di meno", l'iniziativa organizzata da Caterpillar, la trasmissione di Radio 2. La festa del risparmio energetico, che invita tutti gli aderenti a spegnere simbolicamente le luci il 15 febbraio alle ore 18, si celebrerà anche in Vallarsa.
A volte sono i gesti piccoli che provocano il cambiamento: Risparmiare bene è risparmiare un po' ogni giorno.


giovedì 5 aprile 2012

Il microeolico per l'illuminazione pubblica


In Vallarsa arriva il microeolico per l’illuminazione pubblica. Piccole pale sui lampioni daranno luce ai paesi.


Il 2012 sarà un anno importante per gli investimenti sulle energie rinnovabili in Vallarsa. Il Comune infatti, oltre a realizzare un piano energetico comunale e a eseguire l’analisi energetica di due edifici comunali, punta sull’energia eolica. L’energia che in questi anni si sta imponendo sul mercato europeo come la fonte rinnovabile più importante dopo l’idroelettrico.

Infatti, secondo il rapporto “Eroei”, ovvero la proporzione tra energia investita ed energia prodotta, tra le fonti rinnovabili, solo l’eolico e l’idroelettrico superano il petrolio con valori comunque inferiori a 1:20; il fotovoltaico e le biomasse hanno “Eroei” inferiori a 1:10 e i biocarburanti possono raggiungere valori minori di 1 (serve cioè più energia di quanta se ne produce).


Il progetto è innovativo e ambizioso, una sperimentazione, unica sul territorio. Costa 300 mila euro che la Provincia autonoma di Trento finanzierà al 100%.

Si chiama Elder (Eolic StreetLight Distributed Energy Resource), microeolico applicato ai pali dell’illuminazione.

Il microeolico, grazie alle sue dimensioni ridotte e al suo design innovativo, non dà i problemi di impatto ambientale che hanno i grandi impianti di trasformazione. E’ creato infatti con lo scopo di inserirsi nell’arredo urbano.


Come funziona il microeolico?

Il progetto vede l’integrazione di due tecnologie. Le piccole pale eoliche sono montate su pali della luce con lampade a led, che consumano meno elettricità rispetto a quelle tradizionali.

Una decina di mini-turbine saranno posizionate in tre frazioni della valle (Foppiano, Speccheri e in un altro paese da stabilire). In ogni frazione le pale avranno forma diversa proprio per verificare quale funziona meglio.

Le pale si attivano anche con una ventilazione non elevata. Una prima serie di misurazioni effettuate danno buone prospettive. Per attivarle il vento deve soffiare a 2 metri al secondo e la massima produzione si ha agli 8 metri al secondo.

Tutta l’energia prodotta sarà immessa in rete. Questo vuol dire che le pale non solo daranno luce ai lampioni delle frazioni in cui si trovano, ma forniranno energia anche per l’illuminazione di altri paesi.

Il risparmio quindi dipenderà dal vento. Si è calcolato che tra l’energia prodotta e quella risparmiata la spesa dell’illuminazione pubblica (che è di circa 70 mila euro l’anno) dovrebbe diminuire del 30, 35 per cento.

lunedì 2 agosto 2010

Teleriscaldamento a Raossi

Sono partiti i lavori per l’impianto di teleriscaldamento a Raossi che collegherà scuola, asilo, municipio e alloggi protetti. Ora questi edifici sono scaldati a gasolio con un costo di 60/70 mila euro l’anno. L’impianto in costruzione va a cippato (scarti di legna sminuzzati) usando i boschi del comune il costo è di circa 12 euro il quintale; ne servono 3000 q.li quindi il costo totale sarà la metà della spesa attuale. Il teleriscaldamento, su modello di quelli in Alto Adige, utilizza il legno, risorsa rinnovabile di cui è ricca la Vallarsa. Il caricamento avverrà ogni 2/3 settimane permettendo una più alta resadella caldaia. In futuro è possibile che si creino anche dei posti di lavoro per creare combustibile e mantenere carico l'impianto. L’impianto è finanziato dalla Provincia all’80%, l’investimento è ammortizzato in 4/5 anni e la durata prevista è di 20 anni.
L’inquinamento di questo tipo di impianto è simile a quello delle caldaie a legna presenti in valle. Con i filtri che sono applicati di legge le emissioni saranno minime. I filtri fermano anche le polveri sottili che saranno vetrificate e smaltite.