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giovedì 22 dicembre 2016

Progetto Pasubio Grande Guerra

Si è conclusa la prima parte del percorso di formazione per operatori in campo turistico proposto dai 5 Comuni del Pasubio all’interno del progetto Pasubio Grande Guerra.


Nato per supportare gli attori territoriali a ripensare assieme la vocazione del territorio ovvero un nuovo modo di approcciarsi alla “montagna” e alla “memoria”, i due temi chiave dei Comuni del Pasubio e renderli motivo di specializzazione e attrazione della destinazione, il percorso ha visto la partecipazione di un gruppo rappresentante dei vari comuni coinvolti: Vallarsa, Trambileno Terragnolo, Posina  e Valli del Pasubio.
Durante i numerosi incontri, coordinati da Natourism - società con sede a Trento che si occupa di sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove imprese e la crescita sostenibile delle destinazioni turistiche -, si è cercato di valorizzare l’offerta territoriale mediante l’individuazione della propria specificità analizzando i trend del mercato relativi a una “montagna sostenibile” e di riflettere sulla cultura dell’accoglienza, fattore critico di successo nel turismo.
La prima proposta arrivata dagli operatori alle amministrazioni è stata quella di creare un servizio di bus navetta per il Pasubio.
Per 8 settimane, grazie alla collaborazione con il Consorzio Pasubio Piccole Dolomiti, è nato Pasubio Express, un servizio di mobilità sostenibile in Pasubio.
Tutte le domeniche, dal 24 luglio all’11 settembre, si è svolta questa sperimentazione del servizio integrato - trentino e veneto - di mobilità sostenibile in favore della fruizione dell’area del Pasubio.
Un servizio molto apprezzato dai turisti che, a fronte di alcune criticità riscontrate, richiederà di essere ripensato per essere riproposto nelle future stagioni.
In queste settimane poi, con il gruppo, si sta lavorando alla creazione di pacchetti turistici in grado di veicolare al meglio le particolarità del nostro territorio.

Accanto alla formazione il progetto si è sviluppato sul filone della comunicazione. L’agenzia di comunicazione Plus+ Comunication, unendo spunti arrivati dagli operatori e dagli amministratori dei 5 comuni ha lavorato allo sviluppo del marchio e dell’immagine coordinata per una comunicazione efficace del Pasubio. Presto la prima parte del loro lavoro sarà presentata.


Stefania Costa




lunedì 23 maggio 2016

La Vallarsa e il Centenario della Grande Guerra

Per il secondo anno l'assessorato alla Cultura e la Biblioteca Comunale hanno deciso di curare un calendario dedicato agli eventi collegati al Centenario della Grande Guerra in Vallarsa.


mercoledì 10 settembre 2014

Italiani e austriaci insieme in Pasubio per ricordare la Grande Guerra

Negli stessi luoghi che un secolo fa furono teatro delle sanguinose battaglie del primo conflitto mondiale, in Vallarsa e sul monte Pasubio, sabato 13 settembre si incontreranno gli eserciti italiano e austriaco.

In occasione del Centenario della Grande Guerra all’Arco Romano sabato 13 settembre il comitato d’Amicizia italo-austriaca, l’associazione Fanti d’Italia e il Comune di Vallarsa organizzano una cerimonia sul monte Pasubio. Un momento di festa per celebrare e affermare con forza i valori condivisi di pace e amicizia nell'Europa unita e ricordare i caduti della Grande Guerra.



Sul Pasubio ci saranno due gruppi di soldati entrambi nominati, qualche anno fa, cittadini onorari del Comune di Vallarsa: le reclute del Corso "Pasubio" dell'Accademia militare dell'esercito austriaco, che porta il nome proprio della montagna trentina, e l'80° Reggimento di Fanteria "Roma" dell'esercito italiano, che nel conflitto fu il primo a entrare nella valle del Leno.

Ripercorrendo le mulattiere, le trincee e i camminamenti che furono costruiti per la guerra e che tra il 1914 e il 1918 divennero la dimora di migliaia di uomini costretti a trascorrere infinite giornate sotto il caldo sole estivo o la neve e il gelido vento invernale, i gruppi degli eserciti che furono impegnati in una tremenda lotta gli uni contro gli altri saranno assieme per ricordare i Caduti della Grande Guerra.
All'Arco Romano del Pasubio, alle 11 inizierà la cerimonia commemorativa a cui parteciperanno oltre al sindaco Gios il colonnello austriaco Willibald Albel e quello italiano Gianpietro Romano.
Il ritrovo è previsto alle 7 a Passo Pian delle Fugazze dove ci sarà un servizio di bus navetta fino alla galleria D’Havet.




Nel pomeriggio, alle 17, a Passo Pian delle Fugazze, proprio la dove correva il confine tra Impero Austroungarico e Regno d’Italia verrà posizionata la riproduzione dall’originale  della tabella di confine italo-autriaco che fu tolta dalla Brigata “Roma” nel 1914.

giovedì 17 luglio 2014

Chi non ha lavoro ristruttura il forte


I forti della Grande Guerra, in Vallarsa li ristrutturano i disoccupati del settore edile. Grazie ad una collaborazione tra il Comune di Vallarsa, il servizio ripristino della Provincia, l’agenzia del lavoro e la cooperativa sociale Consolida è nato un progetto per cui il recupero di alcune opere della prima guerra mondiale sarà fatto dai disoccupati locali.
Il comune di Vallarsa nel progetto di recupero dei manufatti della Grande Guerra ha ottenuto un finanziamento dalla soprintendenza ai beni architettonici per il restauro di forte Matassone, il campo trincerato adiacente all’omonimo paese, che ogni anno richiama centinaia di scolaresche che salgono in Vallarsa grazie al Museo della Guerra per rendersi conto di cos’era la guerra.


Non trattandosi di lavori particolarmente complessi – come lo sono per le altre due opere finanziate, corno Battisti e forte Parmesan – il sindaco Geremia Gios ha scelto una formula che prevede una finalità sociale: anziché andare in appalto, affidare i lavori ad una cooperativa sociale che, con il supporto logistico del servizio ripristino eseguirà i lavori e grazie alla formazione offerta da Agenzia del lavoro permetterà ai lavoratori di acquisire competenze nuove.
Si punta quindi sui disoccupati, ed in particolare sui lavoratori licenziati o in mobilità dalle ditte edili che difficilmente sono ricollocabili in questo momento di crisi, ma anche sui giovani diplomati e laureati che non lavorano ancora e che possono avere un’opportunità formativa sui cantieri del servizio ripristino.
Entro venerdì 25 luglio sarà possibile fare domanda in carta semplice presso il municipio. Il comune stilerà una graduatoria tenendo conto di residenza, età, esperienza, familiari a carico, durata della disoccupazione mentre per i tecnici si terrà conto della congruità del titolo di studio e del voto finale. I lavori dureranno approssimativamente 5/6 mesi e la formula è del tutto sperimentale.

Il centenario della Grande Guerra viene sbandierato spesso come opportunità di crescita e di occupazione per il Trentino. In questo senso il comune di Vallarsa ha scelto di puntare su una categoria debole come quella dei licenziati a pochi anni dalla pensione. Si tratta della prima esperienza di questo tipo in provincia e rappresenta un esempio di come l’ente pubblico può dare un aiuto concreto in tempo di crisi.

mercoledì 23 ottobre 2013

Paolo Rumiz scrive del Pasubio, delle Piccole Dolomiti e della Vallarsa

Vi segnaliamo alcuni bellissimi articoli usciti su Repubblica e scritti da Paolo Rumiz. Un viaggio nelle nostre montagne sulle tracce della grande guerra:

NELLE TRINCEE DELLE DOLOMITI

PICCOLE DOLOMITI Alle sette meno un quarto la Luna tramonta dietro il Carega imbiancato. Neve fresca copre i monti e le praterie del Passo di Campogrosso, dove i camosci sono scesi bassi a battagliare per le femmine e i corvi veleggiano controvento. In bilico fra il sole pieno del Trentino e la veneta Recoaro, ombrosa nella forra delle cento sorgenti, corse uno dei fronti più immobili della Grande guerra. Una linea che resiste da secoli, inchiodata sulla frontiera tra Veneziae gli Asburgo. http://ricerca.gelocal.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/08/31/nelle-trincee-delle-dolomiti.html


I FANTASMI DEL MONTE MALEDETTO

MONTE PASUBIO Eccola in mezzo ai tuoni la caldaia delle streghe, il luogo dove vivere fu più duro che morire. Sfiata lingue di vapore da rocce gialle e sinistre, forse non ha mai smesso di fumare da allora, come un vulcano che dorme dopo la grande eruzione. Sopra uno sterminio di canaloni, pinnacoli e gole da racconto nero di Buzzati, la sua cima biforcuta tocca i 2200 metri, ma non si sa quanti ne abbia persi con le esplosioni tra il ' 16 e il ' 18. http://ricerca.gelocal.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/08/30/fantasmi-del-monte-maledetto.html

giovedì 18 luglio 2013

Sentieri di guerra in tempo di pace

Segnaliamo  un bell'articolo uscito su Repubblica

Sentieri di guerra in tempo di pace

L'avevano mandato lassù, sulle montagne, a sparare al nemico. Ma Eugenio Montale, come molti poeti, non amava la guerra. Aspettava la notte, "quando tacevano gli spari", tirava fuori il taccuino e scriveva. Una delle sue poesie porta il titolo del posto dove stava, Valmorbia, un paesino del Trentino, durante la Prima guerra mondiale. Ma il poeta non scrive di battaglie. Né di atti eroici. Né del freddo, della fame, della fatica. Quasi per reazionea quella violenza, il poeta si abbandona all'incanto del paesaggio di quella terra "dove non annotta". E parla di "fioriti nuvoli di piante, di notti chiare che erano tutte un'alba e portavano volpi alla mia grotta". Quell'incanto è rimasto intatto sulle montagne del Trentino. Come sono rimaste le cicatrici di quel conflitto: i forti, le trincee, le mulattiere, i camminamenti, le fortificazioni, i reticolati, le gallerie nella roccia. Solo che oggi, per fortuna, non si spara più.
E quei sentieri di guerra sono diventati sentieri di pace. Leggi articolo