martedì 13 febbraio 2018

La Rete di Riserve: uno strumento di gestione attiva e partecipata del territorio, possibile strumento di sviluppo.

Rete di Riserve Pasubio-Lessini - incontro-dibattito aperto al pubblico sul tema: “istituzione di una nuova Rete di Riserve". Venerdì 23 febbraio 2018 ore 20,30 – Sala Catasto a Raossi
La Rete di Riserve: uno strumento di gestione attiva e partecipata del territorio, possibile strumento di sviluppo.

Vallarsa assieme ai comuni di Terragnolo, Trambileno e Ala, include nel suo territorio alcuni siti di interesse comunitario, aree “Natura 2000”. Aree protette a livello europeo per le loro peculiarità naturalistiche che vanno tutelate e preservate. In particolare il nostro comune ha sul suo territorio sia la ZPS del Pasubio, che quella delle Piccole Dolomiti, condividendole con i comuni limitrofi.
Per questo si sta studiando la fattibilità dell’avvio di una Rete di riserve. Un modo per utilizzare gli strumenti (finanziamenti e opportunità) di tutela delle aree di protezione speciale estendendoli anche ai territori vicini. In questo modo quello che è un vincolo (le aree Natura 2000) può trasformarsi in opportunità per le aree limitrofe che non sono soggette alle stesse regole.
La rete delle riserve propone quindi un modo diverso ed unitario di gestire le aree protette “Natura 2000” attraverso la delega alle amministrazioni locali. Gestione d’insieme, conservazione degli habitat, attenzione alle esigenze di valorizzazione e riqualificazione degli ambienti naturali e semi-naturali, attenzione allo sviluppo delle attività umane ed economiche.
Si tratta di un accordo triennale tra Provincia e Comuni attraverso un Piano di Gestione partecipato comprendente progetti di conservazione e sviluppo sostenibile: sono questi gli strumenti da mettere in campo tra i comuni di Ala, Terragnolo, Trambileno e Vallarsa.
È una sfida culturale e un’opportunità di crescita che fa leva sulla responsabilità delle Comunità locali, applicando i principi di sussidiarietà responsabile, partecipazione e integrazione.


Venerdì 23 febbraio 2018 ore 20,30 nella Sala Catasto a Raossi ci sarà un incontro-dibattito aperto al pubblico sul tema: “istituzione di una nuova Rete di Riserve Pasubio-Lessini”
Saranno presento:
Ricercatori e Funzionari MUSE - Museo delle Scienze di Trento
Servizio Sviluppo Sostenibile e Aree Protette – Provincia Autonoma di Trento
geom. Massimo Stoffella Dott. Forestale Tiziano Bertagnin
Arch. Margherita Valcanover
Gruppo di Studio Propedeutico alla formazione della Rete di Riserve Pasubio-Lessini

domenica 4 febbraio 2018

Il ritorno del lupo in Trentino status e gestione

Il ritorno del lupo in Trentino status e gestione

Serata con i responsabili del Servizio foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento per parlare del lupo, della sua gestione e di come è possibile la convivenza con questi animali.

L'incontro si svolgerà lunedì 12 febbraio alle 20.30 al teatro comunale di Vallarsa a S.Anna.



Tutta la popolazione è invitata

Organizza Comune Di Vallarsa e Provincia autonoma di Trento - servizio foreste  a fauna

venerdì 26 gennaio 2018

Parlano di noi

A questo link potete trovare un articolo che parla di Vallarsa e del regolamento per l'agricoltura biologica.


sabato 20 gennaio 2018

Quando una serranda si abbassa è sempre una notizia triste

Quando una serranda si abbassa è sempre una notizia triste. Quando si abbassa la serranda dell’ultima attività economica in un pese è una sconfitta per chi si dà da fare per mantenere abitata la propria terra e un passo indietro nello sviluppo di una valle. Le serrande si stanno abbassando sui due minimarket di Camposilvano e Obra, ultimi punti di riferimento per i residenti delle frazioni della Vallarsa più lontane dalla città. Lo scorso anno è stata la volta di un bar e un albergo. Anche se queste cose fanno poco rumore, soprattutto vicino ai centri commerciali dove il rumore di fondo è difficile da far andar via, sono piccoli segnali che fanno riflettere e lasciano il sapore amaro soprattutto in chi si trova ad amministrare a livello comunale la Vallarsa.

Non viene infatti da chiedersi come mai la scelta, drastica, di chiudere. Viene da chiedere chi o che cosa ha dato la forza di poter proseguire per diversi anni. Le difficoltà, comprensibili, vengono dalla gestione di un negozio familiare, dove la famiglia ricomprende anche i clienti che ogni giorno vengono a prendere il pane fresco e le poche cose necessarie. Più che un lavoro, un atto concreto per garantire un servizio che aiuti chi resta e faccia scegliere a qualcuno di restare.
Come amministrazione comunale, è arrivata come una doccia fredda la notizia dalla stampa, che è stata preceduta di poco dalle voci di paese di chi abita a Obra e Camposilvano. Non c’è stata una richiesta di aiuto da parte del gestore ma probabilmente non serviva dato l’evidenza della situazione. Il Comune da anni mette i locali gratuitamente, sedendoci a tavolino si potrebbero trovare forse altre soluzioni che permettano di sopravvivere qualche mese o qualche anno ma il problema, di fondo è un altro.

Il problema sta alla base. Sta nella ottusità di uno Stato e di una Provincia che non considerano le diversità e le difficoltà della montagna – di questa montagna - rispetto alla città. Così anche chi si impegna in prima persona, sindaco e consiglieri, attività economiche, associazioni, trova le mani legate e poco spazio di manovra perché, a discapito di quello che viene proclamato in questi mesi di campagna elettorale, tutto viene assorbito da un lento vortice di burocrazia che accentra tutto dove ci sono le persone, nelle città. Allora si hanno gli standard di spesa, gli studi di settore sulle attività economiche, l’accentramento in gestione di servizi perché “la popolazione deve essere di 5000 persone per funzionare”. In montagna ci si va in ferie, si va a cercare un bel paesaggio per mettere come sfondo alla pagina social del profilo. Una attività economica a Obra di Vallarsa, a Riva del Garda o Rimini ha gli stessi standard fiscali, gli stessi costi per il personale, gli stessi studi di settore. E i contributi anche per negozi di montagna, paradossalmente, danno un maggior reddito e quindi maggiori tasse. Un cane che si morde la coda.

Ma ad Obra il corriere consegna i pacchi il giorno dopo quello previsto perché prima fa un colpo di telefono, sia mai che puoi ritirarlo in città e risparmiare chilometri. Così per mantenere le attività economiche in periferia spuntano le slot machine, entrata sicura marchiata Stato, e si azzerano i guadagni con un occhio alla fabbrica di città, sai mai che cerchi qualcuno da assumere. Neanche le tariffe in carico diretto al Comune – come imis e rifiuti, poca roba – si possono abbassare senza evadere dagli standard provinciali.

Chiudono le serrande dei negozi, e il lupo si avvicina sempre più ai centri abitati. Ma il lupo oltre alla bestia è anche l’illusione che tutto possa risolversi accentrando dove i servizi già ci sono, pensando che un ipermercato nel capoluogo valga di più di un multiservizi a 1000 metri di quota anche se questo è l’unica realtà a servizio di 50 abitanti. Se non si guarda alle diversità, alle peculiarità della montagna, si svuota un territorio che è e rimane alle spalle della città. E dove il silenzioso lavoro delle persone che vivono la valle tutti i giorni fa la differenza in termini sociali, ambientali e di qualità della vita. La chiusura del minimarket a Camposilvano e Obra equivale a quella dell’ospedale per Tione ed è un altro tassello verso lo spopolamento della montagna. La stessa montagna che è il motore del Trentino e che tanto si proclama come valore senza che sia adeguatamente alimentato.

Per terre speciali ci vogliono politiche adatte, e attenzioni particolari. Una strada in salita, come quella della montagna, ma che va percorsa, e senza tentennamenti.



Massimo Plazzer

sindaco di Vallarsa

venerdì 19 gennaio 2018

Commercio in montagna, servono regole nuove


È di questi giorni la notizia della imminente chiusura dei due negozi multiservizi privati che si trovano a Camposilvano e a Obra. Le due attività, presenti da oltre vent’anni in valle rappresentano un importantissimo presidio per i due paesi più distanti da Rovereto e la loro chiusura è un segnale importante di come sia sempre più difficile lavorare in condizioni difficili. Come amministrazione comunale da tempo siamo attenti a mantenere i servizi sul territorio e la politica è quella di aumentare i servizi e venire incontro alle difficoltà di queste realtà. Anche la scelta controversa attuata in passato del negozio automatizzato di Foppiano non è vista come una sostituzione delle realtà commerciali tradizionali che hanno un valore sociale per le frazioni, quanto come occasione per fornire un servizio che prima non c’era (a Foppiano come in altri paesi il negozio è chiuso dagli anni ’90).
La chiusura dei due minimarket ma anche la difficoltà delle due Famiglie Cooperative nel far quadrare i conti a fine anno, la complessità nell’intraprendere iniziative commerciali o imprenditoriali in valle anche da parte dei giovani e le oggettive differenze logistiche che la montagna ha rispetto alla città, impongono un generale ripensamento delle regole per le attività commerciali ed economiche. Come amministrazione si favoriscono il più possibile le attività locali (acquisti nelle cooperative di Raossi e S.Anna, locali dati in comodato gratuito a Camposilvano, Obra e Raossi ecc…) ma poco più si può fare. Vanno ripensate le regole a livello provinciale e nazionale, facendo in modo che prenda piede l’idea che la montagna e i piccoli centri non hanno le stesse regole della città.
Per riflettere su questo e per dare elementi concreti ad un problema mai affrontato seriamente e organicamente l’amministrazione comunale organizza per lunedì 22 gennaio ore 20.30 a Camposilvano nella struttura polivalente un incontro dal titolo “diamo futuro ai paesi di montagna”. Una riunione aperta alla cittadinanza alla quale saranno presenti i rappresentanti del servizio commercio provinciale assieme ai rappresentanti della Comunità di Valle oltre al Consiglio Comunale. Un primo incontro che serva da spunto per discutere di opportunità presenti e proposte per il futuro per dare in maniera concreta più servizi alle realtà periferiche e di montagna.

domenica 24 dicembre 2017

Buon Natale



Un augurio si un sereno Natale e di un 2018 pieno di gioia 


Il gruppo "Per la valle e la sua gente"

sabato 23 dicembre 2017

Saper costruire il cambiamento


Se ad inizio anno ci avessero chiesto di scrivere tre cose che prevediamo possano succedere nel 2017 in Vallarsa, sarebbero state molto scarse le probabilità di indovinare quelli che sono stati i tre eventi unici dell’anno appena trascorso. Nessuno credo avrebbe scritto che nel 2017 ci sarebbe stata una scossa di terremoto con epicentro in val delle Prigioni, che il principe Carlo d’Inghilterra il 1 aprile sarebbe venuto all’Ossario del Pasubio e alla strada delle gallerie o che una giovane studentessa di Vallarsa che ha partecipato per scherzo alla competizione sarebbe stata eletta Miss Italia. Tre dei tanti grandi e piccoli accadimenti che sono avvenuti in questo anno che sta per finire e che hanno interessato la nostra comunità. Ognuno ha vissuto qualcosa di imprevisto, qualcosa di inaspettato. Qualche gioia inattesa, qualche dolore improvviso. Ma tracciando un bilancio di quanto è accaduto negli ultimi 12 mesi si troverà sicuramente qualche cosa che non si sarebbe mai pensato di dover affrontare.
Viviamo in un tempo in cui la vita è scandita da scadenze e incombenze che qualcun altro ci impone. Affrontiamo la quotidianità con l’illusione che tutto si possa e si debba programmare, che si abbiano impellenti scadenze di vitale importanza, eventi per i quali siamo indispensabili. Si vuole avere la possibilità di controllare il futuro illudendoci che non ci possano essere imprevisti, ostacoli o eventi del caso. Invece le cose succedono, possono cambiare all’improvviso in bene e in male e darci delle sorprese che cambiano la vita. In una notte, un terremoto può distruggere la nostra casa e costringerci a ricominciare un nuovo ciclo. In una manciata di mesi possiamo trovarci catapultati in giro per l’Italia o per il mondo in una nuova avventura lavorativa. In poco tempo ci scopriamo far parte di una nuova scelta familiare che ci aprirà a nuove sfide da affrontare. In un attimo la scomparsa di un amico ci porta a riflettere sulla direzione che stiamo prendendo.
Spesso vien da pensare che la vita sia un lavoro a tempo indeterminato. In cui sappiamo esattamente cosa succederà, quanto guadagneremo, si riescono a calcolare le ferie e l’unica incognita è il periodo di malattia ma che sappiamo essere coperta da garanzie che ci tutelano. Questi fatti improvvisi, questa imprevedibilità ci fa pensare che le cose siano più vicine ad un lavoro da imprenditore o ad una attività da libero professionista. In cui si costruisce ciò che si è coltivato, in cui la tranquillità va conquistata giorno per giorno e si deve esser flessibili, pronti a cambiare da un giorno all’altro e stare sempre con un occhio all’erta perché non si è ma certi che tutto fili liscio. Ma non tutti siamo fatti così. Non tutte le persone sono elastiche al cambiamento e non tutte calcolano e pianificano in modo certo e puntuale.
La forza di tutto sta nell’unione, nella collaborazione tra le persone, tra una comunità. Mettere assieme competenze differenti, lavorare per un obiettivo concreto, condividere un percorso di vita – anche solo da vicini di casa – garantisce la messa in rete di una serie di caratteri ed attitudini diverse che come un ingranaggio permettono di far girare il sistema e di produrre un cambiamento. Non è facile, perché sempre il confronto costruttivo impone uno sforzo ed un impegno ad accettare i compromessi e a regolarci  in funzione dell’obiettivo. La comunità della Vallarsa, secondo me, ha queste qualità e la gente, se vuole, le sa mettere in pratica. Lo ha dimostrato negli eventi di quest’anno, trovandosi ad essere una comunità unita quando c’è da mettere in luce il lato migliore della valle, mantenendo la concretezza della gente di montagna anche sotto i riflettori. Questi sono valori che non vanno dimenticati e vanno coltivati giorno per giorno, personalmente.  L’augurio che metto sotto l’albero quest’anno è proprio quello di sapersi creare anche nel piccolo, gli strumenti che possono aiutarci ad affrontare ogni trasformazione. Non si tratta di molto, spesso sono semplici sguardi, gesti, attenzioni che possono aprirci il cuore verso nuove occasioni. E farci arrivare preparati e solidi sapendo che se si fa parte di un gruppo i cambiamenti spesso nascono spontanei e non sono imprevisti da subire.
A tutti voi, vicini e lontani, arrivino i migliori auguri di felice Natale e di un sereno 2018. 

Massimo Plazzer

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sindaco