A questo link potete trovare un articolo che parla di Vallarsa e del regolamento per l'agricoltura biologica.
Lista civica di maggioranza del comune di Vallarsa. Sindaco: Massimo Plazzer
venerdì 26 gennaio 2018
sabato 20 gennaio 2018
Quando una serranda si abbassa è sempre una notizia triste
Quando una serranda si abbassa è sempre una notizia triste.
Quando si abbassa la serranda dell’ultima attività economica in un pese è una
sconfitta per chi si dà da fare per mantenere abitata la propria terra e un
passo indietro nello sviluppo di una valle. Le serrande si stanno abbassando
sui due minimarket di Camposilvano e Obra, ultimi punti di riferimento per i
residenti delle frazioni della Vallarsa più lontane dalla città. Lo scorso anno
è stata la volta di un bar e un albergo. Anche se queste cose fanno poco
rumore, soprattutto vicino ai centri commerciali dove il rumore di fondo è
difficile da far andar via, sono piccoli segnali che fanno riflettere e
lasciano il sapore amaro soprattutto in chi si trova ad amministrare a livello
comunale la Vallarsa.
Non viene infatti da chiedersi come mai la scelta, drastica,
di chiudere. Viene da chiedere chi o che cosa ha dato la forza di poter
proseguire per diversi anni. Le difficoltà, comprensibili, vengono dalla gestione
di un negozio familiare, dove la famiglia ricomprende anche i clienti che ogni
giorno vengono a prendere il pane fresco e le poche cose necessarie. Più che un
lavoro, un atto concreto per garantire un servizio che aiuti chi resta e faccia
scegliere a qualcuno di restare.
Come amministrazione comunale, è arrivata come una doccia
fredda la notizia dalla stampa, che è stata preceduta di poco dalle voci di
paese di chi abita a Obra e Camposilvano. Non c’è stata una richiesta di aiuto
da parte del gestore ma probabilmente non serviva dato l’evidenza della
situazione. Il Comune da anni mette i locali gratuitamente, sedendoci a
tavolino si potrebbero trovare forse altre soluzioni che permettano di
sopravvivere qualche mese o qualche anno ma il problema, di fondo è un altro.
Il problema sta alla base. Sta nella ottusità di uno Stato e
di una Provincia che non considerano le diversità e le difficoltà della
montagna – di questa montagna - rispetto alla città. Così anche chi si impegna
in prima persona, sindaco e consiglieri, attività economiche, associazioni,
trova le mani legate e poco spazio di manovra perché, a discapito di quello che
viene proclamato in questi mesi di campagna elettorale, tutto viene assorbito
da un lento vortice di burocrazia che accentra tutto dove ci sono le persone,
nelle città. Allora si hanno gli standard di spesa, gli studi di settore sulle
attività economiche, l’accentramento in gestione di servizi perché “la
popolazione deve essere di 5000 persone per funzionare”. In montagna ci si va
in ferie, si va a cercare un bel paesaggio per mettere come sfondo alla pagina social del profilo. Una attività
economica a Obra di Vallarsa, a Riva del Garda o Rimini ha gli stessi standard
fiscali, gli stessi costi per il personale, gli stessi studi di settore. E i
contributi anche per negozi di montagna, paradossalmente, danno un maggior
reddito e quindi maggiori tasse. Un cane che si morde la coda.
Ma ad Obra il corriere consegna i pacchi il giorno dopo
quello previsto perché prima fa un colpo di telefono, sia mai che puoi
ritirarlo in città e risparmiare chilometri. Così per mantenere le attività
economiche in periferia spuntano le slot
machine, entrata sicura marchiata Stato, e si azzerano i guadagni con un
occhio alla fabbrica di città, sai mai che cerchi qualcuno da assumere. Neanche
le tariffe in carico diretto al Comune – come imis e rifiuti, poca roba – si
possono abbassare senza evadere dagli standard provinciali.
Chiudono le serrande dei negozi, e il lupo si avvicina
sempre più ai centri abitati. Ma il lupo oltre alla bestia è anche l’illusione
che tutto possa risolversi accentrando dove i servizi già ci sono, pensando che
un ipermercato nel capoluogo valga di più di un multiservizi a 1000 metri di
quota anche se questo è l’unica realtà a servizio di 50 abitanti. Se non si
guarda alle diversità, alle peculiarità della montagna, si svuota un territorio
che è e rimane alle spalle della città. E dove il silenzioso lavoro delle
persone che vivono la valle tutti i giorni fa la differenza in termini sociali,
ambientali e di qualità della vita. La chiusura del minimarket a Camposilvano e
Obra equivale a quella dell’ospedale per Tione ed è un altro tassello verso lo
spopolamento della montagna. La stessa montagna che è il motore del Trentino e
che tanto si proclama come valore senza che sia adeguatamente alimentato.
Per terre speciali ci vogliono politiche adatte, e
attenzioni particolari. Una strada in salita, come quella della montagna, ma
che va percorsa, e senza tentennamenti.
Massimo Plazzer
sindaco di Vallarsa
venerdì 19 gennaio 2018
Commercio in montagna, servono regole nuove
È di questi giorni la notizia
della imminente chiusura dei due negozi multiservizi privati che si trovano a Camposilvano
e a Obra. Le due attività, presenti da oltre vent’anni in valle rappresentano
un importantissimo presidio per i due paesi più distanti da Rovereto e la loro
chiusura è un segnale importante di come sia sempre più difficile lavorare in
condizioni difficili. Come amministrazione comunale da tempo siamo attenti a
mantenere i servizi sul territorio e la politica è quella di aumentare i
servizi e venire incontro alle difficoltà di queste realtà. Anche la scelta
controversa attuata in passato del negozio automatizzato di Foppiano non è
vista come una sostituzione delle realtà commerciali tradizionali che hanno un
valore sociale per le frazioni, quanto come occasione per fornire un servizio
che prima non c’era (a Foppiano come in altri paesi il negozio è chiuso dagli
anni ’90).
La chiusura dei due minimarket ma
anche la difficoltà delle due Famiglie Cooperative nel far quadrare i conti a
fine anno, la complessità nell’intraprendere iniziative commerciali o
imprenditoriali in valle anche da parte dei giovani e le oggettive differenze
logistiche che la montagna ha rispetto alla città, impongono un generale
ripensamento delle regole per le attività commerciali ed economiche. Come
amministrazione si favoriscono il più possibile le attività locali (acquisti nelle
cooperative di Raossi e S.Anna, locali dati in comodato gratuito a
Camposilvano, Obra e Raossi ecc…) ma poco più si può fare. Vanno ripensate le
regole a livello provinciale e nazionale, facendo in modo che prenda piede
l’idea che la montagna e i piccoli centri non hanno le stesse regole della
città.
Per riflettere su questo e per
dare elementi concreti ad un problema mai affrontato seriamente e organicamente
l’amministrazione comunale organizza per
lunedì 22 gennaio ore 20.30 a Camposilvano nella struttura polivalente un
incontro dal titolo “diamo futuro ai
paesi di montagna”. Una riunione aperta alla cittadinanza alla quale
saranno presenti i rappresentanti del servizio commercio provinciale assieme ai
rappresentanti della Comunità di Valle oltre al Consiglio Comunale. Un primo
incontro che serva da spunto per discutere di opportunità presenti e proposte
per il futuro per dare in maniera concreta più servizi alle realtà periferiche
e di montagna.
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domenica 24 dicembre 2017
sabato 23 dicembre 2017
Saper costruire il cambiamento
Se ad inizio anno ci avessero chiesto
di scrivere tre cose che prevediamo possano succedere nel 2017 in Vallarsa,
sarebbero state molto scarse le probabilità di indovinare quelli che sono stati
i tre eventi unici dell’anno appena trascorso. Nessuno credo avrebbe scritto
che nel 2017 ci sarebbe stata una scossa di terremoto con epicentro in val
delle Prigioni, che il principe Carlo d’Inghilterra il 1 aprile sarebbe venuto
all’Ossario del Pasubio e alla strada delle gallerie o che una giovane
studentessa di Vallarsa che ha partecipato per scherzo alla competizione
sarebbe stata eletta Miss Italia. Tre dei tanti grandi e piccoli accadimenti
che sono avvenuti in questo anno che sta per finire e che hanno interessato la
nostra comunità. Ognuno ha vissuto qualcosa di imprevisto, qualcosa di
inaspettato. Qualche gioia inattesa, qualche dolore improvviso. Ma tracciando
un bilancio di quanto è accaduto negli ultimi 12 mesi si troverà sicuramente
qualche cosa che non si sarebbe mai pensato di dover affrontare.
Viviamo in un tempo in cui la vita è
scandita da scadenze e incombenze che qualcun altro ci impone. Affrontiamo la
quotidianità con l’illusione che tutto si possa e si debba programmare, che si
abbiano impellenti scadenze di vitale importanza, eventi per i quali siamo
indispensabili. Si vuole avere la possibilità di controllare il futuro
illudendoci che non ci possano essere imprevisti, ostacoli o eventi del caso.
Invece le cose succedono, possono cambiare all’improvviso in bene e in male e
darci delle sorprese che cambiano la vita. In una notte, un terremoto può
distruggere la nostra casa e costringerci a ricominciare un nuovo ciclo. In una
manciata di mesi possiamo trovarci catapultati in giro per l’Italia o per il
mondo in una nuova avventura lavorativa. In poco tempo ci scopriamo far parte
di una nuova scelta familiare che ci aprirà a nuove sfide da affrontare. In un
attimo la scomparsa di un amico ci porta a riflettere sulla direzione che
stiamo prendendo.
Spesso vien da pensare che la vita sia
un lavoro a tempo indeterminato. In cui sappiamo esattamente cosa succederà,
quanto guadagneremo, si riescono a calcolare le ferie e l’unica incognita è il
periodo di malattia ma che sappiamo essere coperta da garanzie che ci tutelano.
Questi fatti improvvisi, questa imprevedibilità ci fa pensare che le cose siano
più vicine ad un lavoro da imprenditore o ad una attività da libero
professionista. In cui si costruisce ciò che si è coltivato, in cui la
tranquillità va conquistata giorno per giorno e si deve esser flessibili,
pronti a cambiare da un giorno all’altro e stare sempre con un occhio all’erta
perché non si è ma certi che tutto fili liscio. Ma non tutti siamo fatti così.
Non tutte le persone sono elastiche al cambiamento e non tutte calcolano e
pianificano in modo certo e puntuale.
La forza di tutto sta nell’unione,
nella collaborazione tra le persone, tra una comunità. Mettere assieme
competenze differenti, lavorare per un obiettivo concreto, condividere un
percorso di vita – anche solo da vicini di casa – garantisce la messa in rete
di una serie di caratteri ed attitudini diverse che come un ingranaggio
permettono di far girare il sistema e di produrre un cambiamento. Non è facile,
perché sempre il confronto costruttivo impone uno sforzo ed un impegno ad
accettare i compromessi e a regolarci in
funzione dell’obiettivo. La comunità della Vallarsa, secondo me, ha queste
qualità e la gente, se vuole, le sa mettere in pratica. Lo ha dimostrato negli
eventi di quest’anno, trovandosi ad essere una comunità unita quando c’è da
mettere in luce il lato migliore della valle, mantenendo la concretezza della
gente di montagna anche sotto i riflettori. Questi sono valori che non vanno
dimenticati e vanno coltivati giorno per giorno, personalmente. L’augurio che metto sotto l’albero quest’anno
è proprio quello di sapersi creare anche nel piccolo, gli strumenti che possono
aiutarci ad affrontare ogni trasformazione. Non si tratta di molto, spesso sono
semplici sguardi, gesti, attenzioni che possono aprirci il cuore verso nuove
occasioni. E farci arrivare preparati e solidi sapendo che se si fa parte di un
gruppo i cambiamenti spesso nascono spontanei e non sono imprevisti da subire.
A tutti voi, vicini e lontani,
arrivino i migliori auguri di felice Natale e di un sereno 2018.
Massimo Plazzer
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lunedì 18 dicembre 2017
Saluto di fine anno
Giunti a metà legislatura, molte
sono le cose in campo e quelle che ci prepariamo a far partire. Ci sono
difficoltà di bilancio, è vero, ci sono ostacoli che vanno superati ma spesso,
quello che rallenta e complica le cose è la burocrazia.
In questi ultimi anni tutte le
nuove procedure sembrano essere create per demandare le responsabilità, le
norme appaiono fatte non per risolvere i problemi ma per dare spazio e lavoro
agli avvocati, per cui spesso un articolo di legge può voler dire tutto e il
contrario di tutto. La buona volontà non manca, ma si rischia di rimane
imbrigliati in una ragnatela. Cose che
appaiono semplici si rivelano pieni di cavilli, e per rispettare tutte le
regole si rischia di non avere la possibilità di scegliere davvero.
Ecco alcuni esempi, per capire
cosa succede:
·
Una persona vuole costruire una casa in
Vallarsa, per trasferirsi con la famiglia. Ha diritto ad una quota di esenzione
del contributo di costruzione. La legge urbanistica ha cambiato le regole di
calcolo, non definendo come si quantifica l’esenzione, e al momento anche la
Provincia non ha stabilito come questa si calcola. Trattandosi di una legge non
modificabile a livello comunale, oggi la persona in questione non non può avere
l’esenzione e deve per pagare per intero. In caso contrario la Corte dei Conti
si rivale sul comune.
·
Viene fatta una gara nazionale per la fornitura
di energia per un anno di tutti gli enti locali. Vince una ditta diversa da
quella che ha l’appalto ora e i comuni sono obbligati ad aderire a tale
gestore. Il comune ha una settantina di contatori, ora deve far fare il cambio
dei dati di ogni contatore, sapendo che tra un anno la gara sarà rifatta e
potrà vincerla un altro. Quanto risparmiato dalla tariffa migliore è
ampliamente superato dal costo del lavoro per fare il trasferimento. Ma
l’autorità anticorruzione garantisce che si risparmia.
La voglia di darsi da fare per la
nostra comunità, le tante idee che abbiamo per migliorare le cose, ci danno
l’energia e la carica per procedere nel lavoro. Il gruppo si dà da fare in
maniera attiva nell’azione amministrativa e nel portare avanti il programma,
raccogliendo quelle che sono le richieste della popolazione e cercando di
metterle in pratica, un po’ per volta. Le esigenze della Vallarsa sono molte ed
è necessario dare delle priorità.
Una delle priorità individuate è
quella della nuova scuola dell’infanzia, progetto per il quale
l’amministrazione si è molto spesa, impegnandosi nonostante le varianti che ci
sono state in fase di progetto, a mantenere l’opera più completa possibile e
rispondente al progetto preliminare. Per non far venir meno il grosso lavoro di
dialogo con insegnanti e comitati che c’è stato all’inizio, abbiamo voluto
investire in prima persona una somma più alta per quest’opera rispetto a quella
prevista dalla Provincia proprio per portare a termine senza dover togliere dei
pezzi. Nel corso del 2018 è previsto l’appalto e il cantiere e si vuole
consegnare una scuola che offra una qualità molto alta.
Per venire incontro alle esigenze
e raccogliere proposte e problematiche, nei primi mesi dell’anno faremo un
ciclo di incontri nelle varie frazioni. Un primo incontro è stato fatto ad
Albaredo prima di Natale, e tra gennaio e marzo calendarizzeremo altre riunioni.
Ricordiamo che i consiglieri
comunali, oltre ad assessori e sindaco, sono disponibili a raccogliere
segnalazioni e idee. Spesso il consigliere di riferimento per una data zona,
infatti, risulta uno strumento efficace per risolvere piccole ma importanti
questioni pratiche.
L’occasione del Natale serve
anche a far arrivare a tutti voi i nostri migliori auguri
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