sabato 5 gennaio 2013

Notizie in breve


Tratte da Vallarsa Notizie

RINNOVATI I PARCHEGGI AL PASSO
Ultimati i lavori di sistemazione dei parcheggi al Passo Pian delle Fugazze. Con i fondi dei comuni di confine INSOPA sono stati rifatti i primi due parcheggi lungo la strada per Camposilvano. I lavori comprendevano asfaltatura e recinzione delle aree che sono destinate a parcheggi a pagamento. I nuovi stalli risultano funzionali e gradevoli.



COSTRUITA UNA PIAZZOLA PER L’ELISOCCORSO
Sempre nell’ambito del rinnovo delle aree al Pian delle Fugazze è stata costruita anche una piazzola per l’atterraggio dell’elicottero la cui necessità era stata più volte evidenziata dagli operatori di soccorso.




UN PONTE DI LEGNO ALLO SPIAZZO DELLE PLERCHE
Il Consorzio di miglioramento fondiario di Camposilvano ha costruito un ponte in legno in località Spiazzo delle Plerche. Il ponte consente un agevole collegamento pedonale con il sentiero che porta a malga Siebe. Doppia soddisfazione l’esser riusciti ad avere l’autorizzazione e veder completata l’opera con lavoro volontario. Grazie a tutti coloro che hanno collaborato.

CAMPOSILVANO, FINITA LA STRUTTURA POLIVALENTE
E’ stata completata la costruzione dell’edificio polivalente presso il parco giochi di Camposilvano. L’opera risulta funzionale ed è stata già utilizzata in occasione della manifestazione della Ganzega del bosco. L’augurio è quello che possa servire per molte manifestazioni e molti usi.

INTERNET SEMPRE PIÙ POTENTE
Posizionati  nuovi ripetitori per la rete internet al Passo Pian delle Fugazze ed a Speccheri. A questo punto tutte le frazioni dovrebbero essere servite. Va da sé che con l’entrata in funzione della rete a fibre ottiche, attualmente in corso di costruzione, molte cose dovrebbero migliorare.

RIFATTO L’ACQUEDOTTO PER SOTTORIVA
Sistemato un tratto dell’acquedotto tra Anghebeni e Sottoriva. La costruzione del nuovo acquedotto dovrebbe risolvere il problema delle continue rotture che caratterizzava il tracciato precedente.

PROSEGUONO LE ASFALTATURE NELLE FRAZIONI
Completate le asfaltature in diverse frazioni. Va da sé che data l’estensione delle strade comunali ulteriori interventi dovranno essere effettuati l’anno prossimo.

4000 QUINTALI DI LEGNA DAI BOSCHI COMUNALI
Il taglio da parte degli operai della forestale di un bosco vicino al Passo Pian delle Fugazze ha consentito, tramite un innovativo sistema di recupero delle piante di ottenere circa 4000 quintali di legna e 800 quintali di ramaglie che serviranno per il teleriscaldamento. La legna esboscata forma una catasta di dimensioni non usuali negli ultimi tempi nella nostra valle.



ACCIOTTOLATA L’AREA DELLA FONTANA AI MARTINI
Sistemata la fontana di Martini da parte del Consorzio porfido con l’apporto determinante della ditta Nardon dei Zanolli. Il risultato appare positivo. In particolare il ciottolato che circonda la fontana stessa risulta armonico e posato con cura. Lo stesso potrà servire da modello per altri lavori di sistemazione urbana.

AL VIA LA SISTEMAZIONEDELLE FONTANE IN VALLE
Iniziati i lavori da parte della squadra del ripristino ambientale per la sistemazione di diverse fontane in valle. La prima fontana cui si è posto mano è a Foppiano. In primavera i lavori proseguiranno in altre frazioni della valle.

I VOLONTARI PULISCONO LA PIAZZA DI PARROCCHIA
Il comitato di Parrocchia su specifica richiesta è stato fornito di apposite scope di saggina per la pulizia della piazza. L’amministrazione resta disponibile a fornire analoghi attrezzi ad associazioni e privati che si impegnano a collaborare nella pulizia degli spazi pubblici dei diversi paesi.

CAVA DI GHIAIA, VIA AL PRELIMINARE
Affidato l’incarico per la progettazione preliminare della cava di ghiaia in “Val de Preson”. Si pensa di poter appaltare l’estrazione per la primavera/estate del prossimo anno. Il ricavato dovrebbe consentire di migliorare il bilancio del comune per almeno venti/trenta anni.

UN NUOVO CORTILE PER LE SCUOLE ELEMENTARI
Ristrutturato il cortile posto a valle dell’edificio scolastico di Raossi. I bambini delle scuole elementari hanno, ora, uno spazio adeguato per i giochi nell’intervallo tra le lezioni. Il cortile a valle è stato rifatto con una nuova area giochi, un campetto per la pallavolo e delle recinzioni più belle. A breve l’inaugurazione con i bambini.




RETI PARAMASSI PROTEGGONO SPECCHERI
Iniziati i lavori di somma urgenza per mettere in relazione l’abitato del Molino (Speccheri). Lo stesso risultava minacciato dalla caduta di massi provenienti dalla sovrastante parete rocciosa.

STRADA DEL POSTEL APERTURA IN ESTATE
Proseguono i lavori di costruzione della strada del Postel. In assenza di inconvenienti al momento non prevedibili la stessa dovrebbe risultare percorribile per la prossima estate.

ASSUNTO IL NUOVO OPERAIO COMUNALE
Con il  primo di dicembre ha preso servizio il secondo operaio. Dopo la selezione avvenuta mediante apposito concorso Lucio Tardivo ha firmato il contratto con  il comune. A lui vanno gli auguri di buon lavoro.


giovedì 3 gennaio 2013

A metà percorso, ancora molto da fare. Torniamo nelle frazioni


Con Dicembre 2012 abbiamo raggiunto il traguardo di metà legislatura. Il gruppo consiliare “Per la valle e la sua gente”, che riveste il ruolo di maggioranza all’interno del consiglio comunale, ha lavorato dal giorno seguente le elezioni del maggio 2010 per portare avanti il programma con il quale ha conquistato la fiducia degli elettori della valle. Programma che ci sentiamo di portare avanti in linea con i tempi che ci siamo preposti. Nel proporsi ad amministratori di realtà complesse, com’è la Vallarsa, bisogna avere la capacità di seguire la rotta che si è tracciati al momento del voto e di riuscire a guardare avanti e pensare agli obiettivi che ci si è posti, senza lasciarsi travolgere dalle innumerevoli diverse questioni che sono ad interessare quotidianamente sindaco, giunta e consiglio comunale. Si deve poi saper affrontare quei problemi che – non previsti all’inizio – si presentano nel corso del viaggio cercando di effettuare la scelta più ragionevole e sensata per la Comunità. Da parte nostra, abbiamo cercato di perseguire questi obiettivi ponendoci sempre a confronto con le persone della valle. Per i temi più delicati non abbiamo esitato a convocare riunioni con le persone interessate e con l’inizio del nuovo anno, torneremo nelle frazioni della valle per fare il punto della situazione e raccogliere esigenze e necessità di chi sceglie di vivere in Vallarsa. Con il nuovo anno, i vincoli finanziari imposti dalle ulteriori riduzioni delle entrate provinciali e dall’entrata in vigore del “Patto di stabilità”, che detta regole più restrittive per spese ed investimenti di bilancio, imporranno una maggiore attenzione su quelle che sono le priorità da soddisfare. La previsione sin dagli scorsi anni di ulteriori fonti di finanziamento, diverse da tributi e trasferimenti provinciali, per garantire una quota di autonomia finanziaria al comune, si dimostra ora una qualità vincente che tornerà utile per il futuro.
Per quanto riguarda i punti che ci eravamo posti come programma, cerchiamo ora di fare una piccola sintesi di quanto fatto
La comunità: Abbiamo in questi due anni e mezzo cercato di guardare alla comunità di Vallarsa in tutte le sue componenti. Non è mancato un rapporto di collaborazione con i comuni limitrofi, sia Trentini che Veneti. Modifiche a regolamenti e al piano regolatore sono state realizzate per favorire l’insediamento di nuove famiglie. Le associazioni hanno poi un ruolo centrale nell’attività amministrativa e si cerca di coinvolgerle il più possibile favorendo il loro pregevole operato.
Le attività economiche: Non è facile in questo periodo favorire le attività economiche. Stiamo cercando di fare il possibile per tutte le realtà della Vallarsa. Grande incentivo ha avuto il settore turistico, spinto dall’organizzazione di eventi di grande importanza che hanno portato turisti in valle. La valorizzazione dei prodotti locali e la pianificazione di nuove opportunità per gli anni a venire sono l’obiettivo.
La qualità della vita: Non si può vivere in Vallarsa senza garantire un’adeguata qualità della vita. In questi anni si è proseguito il lavoro per garantire i servizi essenziali a tutte le frazioni, sia quelli doverosi e nascosti (acquedotto, fognature, internet) che quelli più facilmente individuabili (parchi gioco, parcheggi, edifici pubblici). Abbiamo cercato di agire a livello di regolamenti, per quanto possibile, e si sta iniziando a lavorare sull’arredo urbano. Il lavoro è tanto ma lo stiamo portando avanti.
Ambiente: La risorsa acqua è rimasta a gestione comunale, stiamo cercando di garantire un servizio sempre migliore con costi minimi per gli utenti. Sull’energia prosegue il ragionamento di risparmio energetico e fonti rinnovabili, il progetto del micro eolico si avvicina alla realizzazione. Si stanno portando avanti le azioni per favorire il recupero ambientale e la valorizzazione dei territori soprattutto attorno ai paesi. Sui rifiuti si è iniziata la costruzione delle isole ecologiche.
Il funzionamento del comune: Cerchiamo di ottimizzare il funzionamento del comune, pur mantenendone le specificità e le funzioni in modo che siano vicine ai cittadini. È difficile, ma con piccoli passi stiamo lavorando per rendere le cose più semplici.
Lo spirito con cui ci siamo presentati due anni e mezzo fa, non si è smorzato. Le maniche le abbiamo ancora rimboccate, il lavoro non manca e lo facciamo perché amiamo molto la nostra Valle e le persone che ci vivono.

lunedì 31 dicembre 2012

L'augurio del sindaco per il 2013

Tratto dall'ultimo numero di Vallarsa Notizie, ecco l'augurio del sindaco per l'anno nuovo:



Un felice e sereno 2013 
da tutto il gruppo Per la Valle e la sua Gente


venerdì 7 dicembre 2012

L'alternativa alle gestioni associate

Ecco di seguito il documento condiviso e firmato a Ravina da un centinaio di sindaci trentini e numerosi altri amministratori riguardo alle gestioni associate alla Comunità di Valle.



Ravina di Trento,
Sabato 1 dicembre 2012

Sindaci, assessori e consiglieri, in rappresentanza dei rispettivi comuni dichiarano che:
§  rientra nei loro obiettivi arrivare a gestioni efficaci ed efficienti dei servizi svolti dalle amministrazioni comunali in quanto miglioramenti delle procedure amministrative e riduzioni dei costi consentono di  garantire, anche in un periodo in cui la spesa pubblica deve essere ridotta, un’adeguata qualità della vita per la popolazione;
§  in tale logica vi è condivisione sulla necessità di adottare adeguate forme di innovazione, anche istituzionale, salvaguardando autonomia e ruoli di ogni livello di governo;
§  tali obiettivi devono essere raggiunti attraverso meccanismi adeguati che consentano di perseguire contemporaneamente riduzione dei costi, aumento della trasparenza dei processi decisionali, crescita della capacità di autogoverno, chiara individuazione di responsabilità, ruoli e compiti.
Se valutate in funzione di tali obiettivi le gestioni associate obbligatorie attraverso le comunità di valle, ivi comprese le prospettate segreterie collegiali per i comuni sotto i 2.000 abitanti, sono del tutto inadeguate e portano a risultati opposti a quelli che si dichiara di perseguire (costi più alti, aumento della burocrazia, riduzione della trasparenza dell’azione amministrativa, riduzione della possibilità di individuare in maniera univoca i responsabili delle procedure e dei risultati).
Le simulazioni proposte dalla P.A.T. ipotizzano una riduzione dei costi tra il 15% ed il 30%, ma le stesse non sono attendibili in quanto le riduzioni sono ottenute senza considerare:
§  malattie e congedi nel tempo lavorato per ogni figura professionale trasferita alla comunità;
§  tempi e costi delle trasferte del personale accentrato presso la comunità;
§  maggiori costi conseguenti gli inevitabili aumenti di indennità;
§  problemi organizzativi e costi aggiuntivi derivanti al comune in conseguenza del trasferimento di funzioni attualmente svolte, in un’ottica di flessibilità organizzativa, solo per una frazione dell’orario di servizio;
§  costi aggiuntivi derivanti dal venir meno della continuità di azione da parte del medesimo dipendente;
§  costi derivanti dall'esercizio delle funzioni obbligatorie associate (strutture, arredi, ecc),
e ipotizzando la sostituzione in percentuale irrealistica delle procedure informatiche destinate alla consulenza diretta e al supporto alle esigenze dei cittadini.
L'organizzazione proposta comporta:
§  un aumento della complessità burocratica, suddividendo il medesimo servizio in numerose funzioni attribuite a enti diversi, tanto che le procedure necessarie risulterebbero inevitabilmente più complesse di quelle in uso attualmente;
§  una riduzione inevitabile della trasparenza amministrativa, se non altro perché diventerebbe molto più difficile ripartire i costi congiunti;
§  l'impossibilità di individuare i responsabili del risultato in quanto il medesimo dipenderebbe dall’intervento di numerose figure coordinate da persone diverse.
Riteniamo per contro che sia possibile un modello alternativo che consente di raggiungere una riduzione dei costi, una riduzione della burocrazia, un aumento della trasparenza dell’azione amministrativa. Tale modello deve partire dalla convinzione che ciascun soggetto cresce e diventa responsabile se, definiti dei vincoli, può gestirsi responsabilmente nel rispetto della Costituzione e dello Statuto d'autonomia.

A tal fine è necessario:
§  semplificare le procedure, non complicarle;
§  basarsi su valutazioni complessive dei costi e non su analisi incerte che prendono in considerazione singoli aspetti senza tener conto del contesto generale;
§  partire dalla convinzione che riforme che mortificano il ruolo di amministratori e personale dei comuni non possono essere condivise e portano necessariamente al venir meno della capacità di identificarsi con le istituzioni. Questa è l’unica garanzia, a lungo termine, per perseguire da un lato sviluppo sostenibile e, dall’altro, il mantenimento e rafforzamento dell’autonomia anche provinciale. Siamo infatti convinti che l’autonomia resti solida se è generatrice d’autonomia.
Un modello alternativo a quello attualmente imposto richiede allora:
§  la definizione, con metodologie adeguate, di costi standard per le singole funzioni;
§  l’analisi delle ragioni degli scostamenti e, ove questi non fossero giustificati da ragioni oggettive, l’obbligo di adeguamento in un contesto di solidarietà fra comuni;
§  l’individuazione di obiettivi di risparmio accompagnati da meccanismi adeguati di verifica;
§  la libertà per le singole amministrazioni  di scegliere la strada più idonea per raggiungere tali obiettivi.
Tale strada in alcuni casi potrà essere l’unione di comuni, in altri la gestione associata “a geometria variabile”, vale a dire diversificata a seconda delle funzioni considerate, in altri casi ancora coinvolgendo, su base facoltativa, le comunità di valle.
Siamo convinti di essere amministratori responsabili che intendono garantire il maggior benessere possibile alle proprie comunità ricorrendo anche a una riduzione delle spese, come del resto dimostrato nei fatti negli ultimi anni a fronte di un calo dei trasferimenti delle risorse pari a oltre il 6%. Per questo diamo la nostra disponibilità a concorrere, con la concretezza della nostra esperienza e la conoscenza della realtà amministrativa che ci sono proprie, a definire un modello alternativo di contenimento della spesa rispetto a quello che attualmente ci vede soggetti obbligati.

lunedì 3 dicembre 2012

Rassegna stampa: l'incontro di Ravina


«La Provincia ci dica quanto risparmiare: decidiamo noi come»

All’incontro di Ravina le adesioni di 85 amministrazioni Simoni sotto accusa: «Consiglio delle Autonomie inutile»



      di Paolo Morando
      TRENTO. La richiesta è tutto sommato semplice. E ha una sua logica. Al nocciolo suona così: di fronte ai diktat di Roma, ad esempio sul taglio dei posti letto negli ospedali, la Provincia ha risposto no, caro Monti, tu indicaci gli obiettivi di risparmio, poi decideremo noi come raggiungerli. E così i Comuni sulle gestioni associate: no, caro Dellai, niente imposizioni, tu dacci i costi standard a cui allinearci e vedrai che ci adegueremo, ma gestendo noi i processi di riorganizzazione. Ora, immaginate una sala gremita di amministratori comunali: sindaci, assessori, consiglieri. In tutto circa 150 persone, con 69 Comuni rappresentati dal proprio sindaco o da suoi delegati. Aggiungete altre 16 adesioni ufficiali, giunte via mail, da parte di primi cittadini impossibilitati a partecipare. E i Comuni salgono così a 85. E immaginate soprattutto grandinate di applausi ogni volta in cui il nome del presidente del Consorzio dei Comuni e del Consiglio delle Autonomie, Marino Simoni, veniva citato dal palco. Attenzione: citato polemicamente. Non per il suo operato istituzionale, ma per come alla vigilia aveva liquidato l’iniziativa dei sindaci: «Io nelle sale delle Pro loco ci vado per le castagnate, non per discutere di politica». Tanto che più d’un sindaco, ieri, aveva seriamente pensato di presentarsi all’incontro proprio con un bel sacchetto di castagne. Scherno inutile: sono bastate le parole.
      Non sarebbe opportuno, né per Simoni né per la Provincia, prendere sottogamba quanto andato in scena ieri mattina a Ravina, nella sala Demattè. Dove al termine di una lunga serie di interventi a senso unico, con voto unanime è stato approvato un documento che, significativamente, si intitola “Il bene Comune”. Proposto all’assemblea dal sindaco di Vallarsa, l’economista Geremia Gios, è un testo articolato ma che, al tempo stesso, non dettaglia cifre, tempi e costi. Scelta non casuale: farlo avrebbe infatti dato il destro alla controparte, l’assessore provinciale agli enti locali Mauro Gilmozzi, per poter rilanciare con altri numeri, magari diversi dagli attuali, ma comunque numeri. E come tali stringenti. Invece no. Perché l’obiettivo è un altro: riportare la Provincia al tavolo di una trattativa con al centro la filosofia complessiva della “spending review” applicata ai Comuni. Ed è questo il cuore della questione: l’individuazione delle Comunità di valle come ambito della riorganizzazione. Una scelta ieri duramente contestata da tutti i sindaci che si sono avvicendati sul palco. Con pesanti interrogativi sul senso ultimo dell’ente intermedio, mai riempito di competenze e personale dirigenziale da parte della Provincia, ma “ripescato” ora come punto di riferimento. E con il senatore della Lega Nord Sergio Divina, seduto a fondo sala come osservatore, ad assentire soddisfatto: «Questa è musica per le mie orecchie». Quattro le linee di fondo individuate nel documento: una ridefinizione puntuale e attendibile dei costi standard, l’analisi delle ragioni degli scostamenti e l’obbligo di adeguamento in un contesto di solidarietà intercomunale, l’individuazione (e la successiva verifica) degli obiettivi di risparmio e, come detto in apertura, «la libertà per le singole amministrazioni di scegliere la strada più idonea per raggiungere tali obiettivi».
      C’è poi un’altra partita, gravida di conseguenze ad oggi imprevedibili. La “conta” dei sindaci ieri è arrivata a quota 85, ed è già un successo: benché i cinque Comuni oltre i 10 mila abitanti (Trento, Rovereto, Pergine, Arco e Riva del Garda) siano esclusi dalla “manovra” coattiva sulle gestioni associate, non siamo troppo lontani dalla metà dei 217 complessivi. E se altri se ne aggiungessero, come avvenuto già ieri pomeriggio a riunione conclusa? A Ravina, per dire, si è visto anche il sindaco di Pergine Silvano Corradi: che, pur non prendendo ufficialmente la parola, ha ammesso che i problemi ci sono. E che i vertici di Provincia e Consorzio dovrebbero dismettere gli elmetti per riprendere invece il confronto con i sindaci. Per non parlare della poltrona dello stesso Simoni. Ieri per la verità nessuno ne ha chiesto le dimissioni, né si è parlato di mozioni di sfiducia. Ma il problema della sua legittimazione alla guida delle municipalità è ora davvero sul tavolo. Anche per quanto ha spiegato il sindaco di Vigolo Vattaro Walter Kaswalder, promotore dell’adunata di ieri: una puntigliosa ricostruzione di come sia stato impossibile ottenere in sede di Consiglio delle Autonomie un incontro informativo sui contenuti del Protocollo, per discuterne a fondo collegialmente e magari, anche dopo l’approvazione in giunta, poter intervenire proponendo emendamenti alla Finanziaria. Ma si cercherà comunque di farlo: il documento approvato ieri sarà infatti inviato a tutti i consiglieri provinciali, sollecitandone il sostegno.
      I meccanismi procedurali (anzi: rappresentativi) che governano il Consiglio delle autonomie sono finiti nel mirino anche di Aurelio Gadenz, sindaco di Tonadico e presidente dell’Unione dell’Alto Primiero, esperienza virtuosa di gestione associata messa in piedi ormai da anni appunto da Tonadico, Siror e Sagron Mis: che dicendosi «indignato» dalle parole di Simoni si è anche lamentato del voto positivo sul Protocollo espresso dal sindaco di Cembra, rappresentante in giunta per i sindaci della fascia tra i mille e i 2 mila abitanti, «nonostante le mie osservazioni». Ma soprattutto concludendo così: «A che serve il Consiglio delle Autonomie se approva solo ciò che pretende la Provincia? Tanto vale farne a meno e trattare direttamente con Piazza Dante». E se non bastasse, un affondo personale in triplice copia a Dellai, Gilmozzi e Simoni: «Tutti ex sindaci, ma hanno dimenticato l’essenza di quella responsabilità». Applausi.
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