Ecco il nuovo numero di Vallarsa Notizie in versione sfogliabile
Lista civica di maggioranza del comune di Vallarsa. Sindaco: Massimo Plazzer
martedì 6 agosto 2019
mercoledì 10 luglio 2019
Geografie sul Pasubio
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GEOGRAFIE SUL PASUBIO
Narrare i luoghi e i popoli.
Scuola estiva di reportage.
Incontri, Passeggiate, Trekking
Terza edizione
MONTE PASUBIO, 18-21
LUGLIO 2019
Quattro giorni
dedicati al reportage con ospiti nazionali e internazionali, il tutto su un
luogo simbolo come il monte Pasubio: montagna frontiera per secoli tra Impero
d'Austria-Ungheria, Repubblica Veneziana prima e Regno d'Italia poi, scenario
di aspri scontri nella Grande Guerra. Oggi quel luogo di passaggi e battaglie
torna a essere crocevia di storie e idee. Tutti gli incontri avvengono in
quota, in luoghi che possono essere raggiunti a piedi e che prendono vita tra
le 12 e le 21 in varie part della montagna e nei rifugi alpini. Per i più
avventurosi c'è anche un trekking che collega in quattro giorni tutte le
location.
Tutti gli incontri
sono a partecipazione libera e gratuita.
Il progetto Geografie
sul Pasubio è organizzato dai Comuni montani del Pasubio (Posina, Terragnolo,
Trambileno, Vallarsa e Valli del Pasubio) e da Keller editore con la
partnership di “Internazionale” e il patrocinio di “Touring Club Italiano”.
Geografie sul Pasubio
(terza edizione, 2019) è un progetto sulle molte forme con cui si possono
raccontare i territori, i luoghi e ciò che contengono o li attraversano:
paesaggi, città, fiumi, persone, memorie, animali, nature, società, fatti
politici e storici, esistenze individuali...
Un modo per
confrontarsi con le vecchie e nuove geografie, quelle delle mappe e quelle
impalpabili e poco definibili che non si possono mettere su carta.
Tutto avviene attorno
e sopra un ampio massiccio – il Monte Pasubio – che si sviluppa tra Trentino e
Veneto in una alternanza di paesaggi, scenari naturali e sedimenti storici
molto forti. Ci si muove tra ampie distese dei pascoli alpini, malghe, verdi
scorci che d'improvviso lasciano il posto a un paesaggio lunare fortemente
segnato dalle memorie della Grande guerra. Qui si è combattuta una delle più
grandi battaglie di mina della Prima guerra mondiale ma il Monte Pasubio è
stato per molti decenni anche una montagna frontiera tra impero Austroungarico
e Regno d'Italia.
Lì tra i sentieri, i
rifugi alpini, le malghe e talvolta anche i paesi dei cinque comuni che
insistono sul massiccio prende forma un calendario di incontri e dialoghi, una
piccola scuola estiva di reportage che accoglie reporter e autori nazionali e
internazionali.
Tutto per piccoli
numeri, per persone curiose, disposte a usare testa e gambe per inseguire le
storie, le voci e i personaggi che possono dirci qualcosa che non conosciamo e
aprirci gli occhi.
Il Monte Pasubio si
trova a metà strada tra le città di Vicenza e Trento.
Tra gli ospiti delle passate edizioni
Francesca Melandri, Martin Pollack,
Roberto
Abbiati, Tino Mantarro, Antonella Tarpino, Stephan Orth, Karl Markus Gauss, Andrea
Pipino, Massimo Zamboni, Valerio Pellizzari, Giangi Milesi, Maurizio Peselj,
Sandro Orlando, Domenico Quirico, Burhan Ozbilici, Francesco Cataluccio, Marco
Ansaldo...
L'edizione
2019 porta sugli alpeggi, tra le abetaie e i lariceti ma anche sulle aree
lunari ancora segnate da trinceramenti e crateri di bombe ospiti provenienti da
varie parti d'Europa, e non solo. Tutti i luoghi degli incontri sono portatori
di significati e storie profonde.
Pur
iniziando il 18 luglio, Geografie sul Pasubio propone un'anteprima cittadina –
a Rovereto in Trentino – il 28
giugno con un incontro dedicato all'Armenia che si
svolge su un doppio binario. Il reporter Avedis Hadjian racconta la sua lunga ricerca dedicata agli
Armeni segreti della Turchia orientale Per
molto tempo si è ipotizzato che dopo i drammatici eventi del 1915 non fossero
rimasti armeni nella Turchia orientale, con i pochi sopravvissuti di fatto
assimilati come musulmani. In realtà alcuni sopravvissero nascondendo le
proprie origini per un intero secolo, altri invece, orfani, furono adottati da
turchi o curdi e scoprirono la propria “identità” solo in età adulta. Negli
ultimi anni, un numero crescente di “armeni segreti” è emerso dall’oblio
confrontandosi anche drammaticamente con le contraddizioni della Turchia di
oggi. Avedis Hadjian ha viaggiato per città e villaggi un tempo densamente
popolati da armeni imbattendosi in scoperte e raccogliendo storie incredibili
di sopravvivenza. Nella stessa sera, quasi in un viaggio parallelo, l'esperto di
vini Tommaso Iori racconta l'Armenia del vino – qui la leggenda vuole sia stata
piantata la prima vite da Noè – e come oggi il modo di vinificare di quei
luoghi sia fonte di innovazione per la viticoltura occidentale.
18/7/2019
Dopo l'anteprima del 28 giugno, il programma di Geografie
sul Pasubio entra nel vivo con il 18 luglio. Nella verde e selvaggia Valle di Terragnolo, che il trekking percorrerà nella sua lunghezza da
Rovereto alla località Il Masetto lungo il sentiero delle Teragnole, si
alternano due interventi di importanti studiosi entrambi però capaci di
entusiasmare il pubblico con la capacità di comunicare e affascinare.
Alle ore 17.30 (Località
Il Masetto) parlerà lo storico
Philipp Blom, nato ad Amburgo, con una formazione in
storia, filosofia e studi ebraici a Vienna e Oxford e ad oggi uno degli storici
di lingua tedesca più premiati, amati e tradotti con libri sul primo Novecento,
il periodo tra le due guerre mondiali, un affasinante e trasversale studio
sulla piccola era glaciale nel Settecento. Blom parlerà del suo ultimo lavoro
“Un viaggio italiano” trasportando tutti nel 1700. Guerre e malattie devastano
la Germania, un violinista dell'Algäu parte per un viaggio verso l'Italia.
Anche se non conosciamo il suo nome conosciamo però uno dei suoi strumenti: un
violino costruito secondo la tradizione della Germania del Sud e che
probabilmente è stato completato a Venezia. Philipp Blom è uno storico di
razza, uno di quelli che mette insieme tutto e ne tira fuori una narrazione
nuova e ci porta in quella rete di persone, beni e conoscenze che circolò in
Europa (e particolarmente tra Germania e Venezia) oltre tre secoli fa, il tutto
seguendo l'itinerario di un liutaio.
Simone Marchesi, dantista presso la Princeton University,
conduce invece i presenti in un altro tempo, nel Medioevo, alla scoperta di un
Dante cavaliere e militare che in un certo senso diventa reporter di guerra e
soprattutto che usa quella esperienza per la scrittura dell’Inferno: qui
infatti non solo trovano spazio i ricordi delle battaglie in cui si era trovato
Dante, ma la prima Cantica della Divina Commedia racconta essa stessa un
viaggio costellato di scontri, giostre, scaramucce, assedi, tutti momenti nei
quali l’immaginazione del poeta costruisce finzioni che ricordano ai lettori la
realtà della guerra. E questa è una realtà sempre amara per Dante, vista con
gli occhi non di un vincitore, ma con quelli di un reduce. Con gli occhi di chi
sa adottare – empatia rara – il punto di vista dei vinti. Località Il Masetto
di Terragnolo ore 21.
19/7/2019
Il 19 luglio alle ore 12, a Passo Borcola –
uno degli antichi posti di confine tra Imperso Austro-Ungarico e Regno d'Italia
– oggi caratterizzato da verdi pascoli e boschi, lo scrittore e reporter Tino Mantarro si occupa di Asia centrale tracciando un
itinerario di viaggio tra il Mar Caspio e la Cina. Un
viaggio tra gli Stan, nel cuore dell’Asia Centrale, vuoto geografico colmo di
stupore e di assurdità. Attratto dall’estetica dello sfascio post sovietico,
affascinato da una dimensione di desolata bellezza ricca di storie sepolte
nella polvere, tra persone ospitali e doganieri corrotti, imam all’acqua di
rose e mercanti svogliati, Tino Mantarro percorre quel che resta di un mondo un
tempo attraversato da orde di mongoli, conteso da russi e inglesi nel Grande
Gioco ottocentesco, e oggi, grazie agli investimenti cinesi, protagonista nella
nuova Via della Seta.
Alle ore 15.30 a Baita Campiglia, nel territorio di Valli del
Pasubio, Cecilia Rinaldini, inviata speciale della
redazione esteri della RAI affronta il tema della Gentrificazione e come si possa raccontare oggi la città da
questo particolare punto di vista. Appassionata di America Latina, Cecilia
Rinaldini ha seguito a lungo le lotte dei movimenti sociali per la difesa
dell’acqua come bene comune e delle risorse naturali ed energetiche, per la
sovranità alimentare e la giustizia sociale. E si è dedicata per anni alla
questione dei desaparecidos, in Argentina e non solo. Baita Campiglia si trova
all'imbocco della Strada delle 52 Gallerie del Pasubio, opera ingegneristica
militare spettacolare realizzata durante la Prima Guerra Mondiale trasformando
di fatto radicalmente un'area sconosciuta del Pasubio.
A
pochi chilometri da Baita Campiglia, a Posina, in una valle che ancora
ripropone – come tutte le altre attorno al Pasubio – le atmosfere di quella che
poteva essere la dura e impegnativa agricoltura montana a inizio Novecento
prende vita l'ultimo incontro della giornata (ore 20.30) dove il reporter e
viaggiatore ucraino Markyan Kamish
racconta i suoi viaggi
nella “Zona” proibita di Černobyl.
Nato nel 1988 due anni dopo il disastro, appartiene alla “generazione di
Chernobyl”.
Per
lui come per i suoi compagni la Zona – l’area interdetta per la contaminazione
nucleare e in cui è vietata qualsiasi presenza umana per un raggio di 30
chilometri tutt’attorno alla centrale – è diventata “una terra di pace,
congelata e fuori dal tempo”. Dal 2010, Markiyan Kamysh ha trascorso centinaia
di giorni esplorando la Zona, “annusando e toccando ogni detrito in questa
spazzatura, ogni frammento del passato”. Conosce i luoghi come le proprie
tasche e ci invita a scoprire “il posto più esotico del mondo”.
20/7/2019
Il 20 luglio (ore 12, Malga
Cosmajon di Sopra) ci si sposta sul versante meridionale del Pasubio in luoghi
che legano il proprio nome agli eventi drammatici della primavera del 1916,
l'epoca della cosiddetta Offensiva di Primavera. Nella conca di
Cosmajon/Cosmagnon oggi un incantevole susseguirsi di piccole aree prative e
distese di Pini mugo custoditi da due antiche e silenziose malghe un tempo
dedicate all'alpeggio, il reporter francese Raphael Krafft racconta
il viaggio dell’autunno 2015 sul confine franco-italiano delle Alpi Marittime,
nella zona tra Mentone e Ventimiglia, nel momento più caldo dei respingimenti
francesi dei migranti. Krafft, che aveva trascorso gli ultimi mesi a Parigi a
occuparsi della questione dei rifugiati e ha alle spalle vent’anni di viaggi e
di reportage sulle zone di frontiera – Gaza, Ramallah, Bagdad – decide di
attraversare il confine con “Satellite” e Adeel e raccontare tutto in un
reportage. L'itinerario che intraprendono con l’ascesa nel Parco del Mercantour
fino al Colle di Finestra (2474 m) e che collega la valle di Entracque, in
Italia, alla valle Vésubie, in Francia ricalca quello seguito nel Novecento da
tantissime persone che fuggivano attraverso l’Europa in cerca di speranza,
protezione e libertà: negli anni Venti, russi o armeni in fuga dalle
persecuzioni; dal 1922, esuli antifascisti; tra il 1933 e il 1934 ebrei della
Germania e dell’Europa centrale, e altre
vittime dell’Italia fascista; dopo il 1955, jugoslavi…
Alle ore 18, a Malga Pozze (rifugio Lancia), Nick Thorpe,
autore e inviato della BBC per l'Europa Centrale e Orientale propone un altro
viaggio. Questa volta lungo il corso di un vero e proprio fiume-continente come
è il Danubio. Il
magnifico Danubio percorre e collega l’Europa centrale, attraversando e
lambendo dieci Paesi: Romania, Ucraina, Moldova, Bulgaria, Serbia, Croazia,
Ungheria, Slovacchia, Austria e Germania. Nick Thorpe lo ha percorso per tutta
la sua lunghezza a ritroso dalla foce alla sorgente in un viaggio di un anno
che ci permette di scoprire l’Europa di oggi. Immergendosi nelle acque del
Danubio, Thorpe si immerge anche nelle storie delle terre unite dal fiume. Ne
osserva le condizioni ecologiche, si imbatte in resti archeologici che
raccontano di comunità legate al fiume da oltre ottomila anni. Ecco anche gli
incontri con persone ordinarie e straordinarie: traghettatori, pescatori,
lavoratori dei campi, commercianti, apicoltori, contrabbandieri e poliziotti di
confine, immigrati legali e illegali… Un degno compagnio di viaggio di Patrick
Leigh Fermor, Claudio Magris e Neal Ascherson.
L'incontro
è organizzato in collaborazione con la rivista “Internazionale”. Con Nick
Thorpe dialogherà Andrea Pipino, editor di Internazionale per l'Europa
centro-orientale.
Alla
sera (ore 19.30) il Rifugio
Lancia ospita invece Valerio Pellizzari,
storico inviato italiano, che nell'incontro “Aranciate per Tienanmen”
racconta alcune cose poco note ed episodi inediti dei drammatici eventi della
protesta degli studenti cinesi di ormai trent'anni fa. Inviato a Pechino
Pellizzari fu testimone diretto non solo della protesta studentesca ma anche
della sua soppressione decisa da quel potere silente e nascosto. La racconta
attraverso ricordi e immagini, in apparenza minori ma non secondari. Fra questi
la ricevuta con numero di protocollo e sigillo degli studenti dopo avere
offerto un po’ di dollari a quei giovani disidratati per dissetarsi con delle
aranciate. Dopo un dialogo surreale i responsabili della rivolta, che volevano
intestare ingenuamente e scrupolosamente quel pezzo di carta al nome e cognome
del donatore, si arresero pensando alla polizia. Alla fine, in mezzo agli
ideogrammi, ripiegarono sul più generico mister freedom in inglese, qualifica
di cui il destinatario va molto orgoglioso.
Quella
ricevuta è l’occasione per un vero e proprio salto nel tempo e per guardare
alla Cina di ieri e di oggi tra rotture e continuità.
21/7/2019
La giornata conclusiva del 21 luglio si sviluppa sugli
alpeggi di alta quota che uniscono il Rifugio Lancia e malga Valli,
punteggiati da caratteristiche minuscole strutture in pietra usate dai
contadini per la fienagione estiva.
Lì
alle ore 12 (Partenza del Filo, Pazul) Małgorzata Rejmer
(classe 1985), una delle più interessanti e premiate reporter polacche del
momento ci propone un viaggio in una terra vicinissima eppure poco conosciuta
come l'Albania che sta vivendo proprio in questi giorni alcuni dei suoi momenti
più drammatici.
“Splendidi
giorni di attendono” è il titolo del nuovo libro di questa potente e nuova voce
del reportage internazionale ed è anche un ben noto slogan comunista, e oggi è
usato dal governo di Edi Rama in carica in Albania. Stando a recenti sondaggi,
gli albanesi si sono posizionati come il popolo più infelice d’Europa (se non
si considera i paesi ex sovietici, perchè in quel caso in testa svetterebbe
l’Ucraina). Il 62% degli adulti pensa all’emigrazione e il 79% dei più giovani
potrebbe lasciare l’Albania in qualsiasi momento e per sempre. È la percentuale
statistica più alta d’Europa, paragonabile solo con la Liberia e Haiti. E in
Albania non c’è la guerra, nemmeno epidemie o disastri naturali. In che modo
queste statistiche riflettono la realtà? Sapendo che l’Albania è in una
profonda crisi, potremmo chiederci: che cosa accadrà dopo?
A concludere la quattro giorni di incontri sarà infine
Martin Pollack (malga Valli, ore 14.30), una
delle voci più importanti del reportage di lingua tedesca di questi anni,
recentemente premiato con il Johann Heinrich Merck Preis (2018),
l’Österreichischer Staatspreis für Kulturpublizistik (2018). Il suo lavoro
sulla connessione tra il paesaggio e i drammartici eventi storici della Seconda
guerra mondiale, della nascita e sviluppo del nazismo all'interno di ambiti
famigliari dell'arco alpino e ancora del rapporto tutt'ora irrisolto di una
parte dell'Europa con la memoria degli anni Quaranta lo hanno reso una voce
importante e illuminante.
Tutti
gli incontri sono a partecipazione gratuita ma richiedono ai partecipanti il
raggiungimento a piedi dei luoghi d'incontro.
IL PROGRAMMA PUÒ SUBIRE VARIAZIONI.
SI CONSIGLIA DI CONSULTARE IL SITO WEB DELL'EVENTO O LA
PAGINA FB PER GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI SUGLI INCONTRI PRIMA DI PARTIRE PER I
LUOGHI DELLE PRESENTAZIONI
Le
distanze e gli itinerari – tutti su sentieri di tipo escursionistico, quindi
non richiedono specifiche competenze alpinistiche – saranno indicati sul sito www.geografiesulpasubio.it e
sono varie.
Per i
più avventurosi è proposto il Trekking di Geografie, una 4 giorni di cammino
che lega tutti i luoghi degli incontri. Il trekking di quattro giorni al
momento non ha più posti disponibili.
domenica 16 giugno 2019
Vallarsa è ufficialmente “Comune Amico della Famiglia”
Giovedì 13 giugno 2019, a Raossi in occasione dell’inaugurazione della mostra “Il nostro Distretto Fa- miglia”, mostra itinerante cu-rata dal Distretto famiglia Vallagarina che raccoglie le opere presentate lo scorso anno in occasione del Meeting provin-ciale dei distretti, è stato uf -cialmente consegnato dal dottor Luciano Malfer dirigente dell’Agenzia provinciale per la famiglia e la natalità al nostro Comune il Marchio Family - certificato di qualità familiare. Nel suo intervento il dottor Malfer ha sottolineato che il marchio è l’attestazione che il nostro Comune ha in questi anni messo in campo un pro- cesso di attenzione nel cam- po delle politiche familiari e sociali. Creare reti e sinergie a più livelli sul territorio e con interlocutori diversi quali la Provincia autonoma di Trento e la Comunità di Valle.
Erano presenti anche l’assessore ai servizi sociali dottoressa Enrica Zandonai e la manager di territorio Francesca Cenname a rappresentare il Distretto famiglia della Vallagarina di cui fanno parte il Comune, diverse associazioni e esercizi della Valle.
La Certificazione arriva al termine di un laborioso ma formativo percorso di accreditamento che ha cambiato l’approccio alle politiche famigliare consentendo di avere un quadro complessivo e organi- co di tutti gli interventi.
Il sindaco Massimo Plazzer e l’assessore Ornella Martini hanno ribadito che il conseguimento della certificazione non è un punto di arrivo ma di partenza e che il riconoscimento è principalmente della comunità perché è grazie anche al lavoro silenzioso di tantissime persone - gruppi nei vari paesi, associazioni, enti, persone singole - che la Vallarsa è una valle accogliente e a misura di famiglia.
lunedì 13 maggio 2019
Vallarsa Estate
Ecco il nuovo Vallarsa Estate, il calendario degli evnti delle manifestazioni della Vallarsa.
venerdì 5 aprile 2019
La Giunta provinciale in Vallarsa
Oggi la giunta della Provincia di Trento si è riunita in Vallarsa.
Prima dell'incontro il sindaco, la giunta e una rappresentanza del consiglio ha incontrato il presidente Fugatti e gli assessori. E' stata l'occasione per portare all'attenzione alcune questioni che ci sono care.
Ve le riportiamo di seguito.
Prima dell'incontro il sindaco, la giunta e una rappresentanza del consiglio ha incontrato il presidente Fugatti e gli assessori. E' stata l'occasione per portare all'attenzione alcune questioni che ci sono care.
Ve le riportiamo di seguito.
INCONTRO CON LA GIUNTA PROVINCIALE DI TRENTO
A VALLARSA
VENERDÌ 5
APRILE 2019
saluto
del sindaco
Innanzitutto sono lieto di
porgere il mio più cordiale benvenuto al signor presidente, agli assessori e al
dirigente a nome mio, dell’amministrazione comunale e della gente di Vallarsa.
Avere la possibilità di ospitare nella sala consiliare del nostro Comune la
giunta provinciale è un’occasione rara e un importante momento di conoscenza e
di confronto con la rappresentanza della Provincia. Rivolgo il mio saluto anche
alle autorità presenti, alla giunta comunale, ai capigruppo del consiglio
comunale, al comandante della stazione dei carabinieri di Vallarsa, alla
rappresentanza delle associazioni della valle e a tutta la popolazione
presente.
Fa piacere avervi ospiti in
Vallarsa per poter leggere e capire in maniera diretta qual è la specificità
del nostro territorio. Un territorio che da una parte gode dell’abbraccio delle
nostre montagne, di un ambiente incontaminato, della socialità che in altre
realtà è andata perduta e che qui cerchiamo di coltivare con associazioni e
momenti di comunità. Dall’altra ha dentro di sé la difficoltà della vita in
montagna, delle distanze da percorrere, della carenza di servizi e la complessità
di mantenere patrimonio e paesaggio oltre a governarne e indirizzarne lo
sviluppo. Un territorio peraltro molto esteso: 43 frazioni sparse su 25 km di
valle, 8 cimiteri, 14 parchi gioco, 3 reti di acquedotto, 2 scuole
dell’infanzia, 1 scuola elementare, decine di chilometri di strade e fognature.
In altre aree del trentino una valle come questa avrebbe spazio per più amministrazioni.
Qui, da sempre, la valle è un unico comune. Non è mai facile amministrare,
gestire e pianificare la strada per una comunità come quella della Vallarsa. È particolarmente
difficile in questo periodo in cui la tendenza alla standardizzazione ha portato
ad un ampio divario tra le realtà periferiche di montagna e la centralità del
fondovalle. Per questo vogliamo approfittare di questo incontro per rappresentare
all’amministrazione provinciale alcune questioni che interessano il nostro
territorio, ma possono essere importanti anche per altre realtà piccole come la
nostra.
Prima di tutto desidero esprimere
in modo ufficiale la forte preoccupazione della gente di Vallarsa, condivisa
trasversalmente dalle forze che siedono in consiglio comunale, riguardante
l’ipotesi di completamento dell’autostrada A31 con uscita a Rovereto Sud. Come
abbiamo già avuto modo di sottolineare con i comuni del Pasubio e con la
mozione consiliare approvata a marzo 2018, la Vallarsa non ha necessità di
strade di attraversamento o di opere che la rendono passaggio verso altre
realtà meglio sviluppate dal punto di vista economico e turistico. La Vallarsa
ha bisogno di attenzione e servizi che permettano alle persone di vivere e
costruirsi un futuro, senza che vengano compromessi anni di scelte di sviluppo
economico e turistico che hanno guardato agli aspetti naturali e non agli
impianti o al turismo di massa. L’attenzione è alta e auspico che, oltre alla
condivisione del progetto annunciata dal presidente Maurizio Fugatti, vi siano
anche spazi per accogliere critiche e preoccupazioni della popolazione, oltre
che per ragionare innanzitutto sulla reale necessità attuale di un’opera
pensata 40 anni fa quando lo sviluppo italiano viaggiava su altri canali.
Vorrei poi portare all’attenzione
della Giunta provinciale alcune richieste, che riguardano il nostro territorio
ma che in parte rilevano anche alcuni aspetti che possono servire a migliorare
il funzionamento della macchina amministrativa e andare contro ad una
burocratizzazione intensiva alla quale stiamo assistendo:
1.
È necessario
ridurre il carico burocratico sia per gli uffici comunali sia per i cittadini
nonché garantire la possibilità di avere informazioni adeguate da parte degli
uffici provinciali. Questi continui aggravi normativi pesano soprattutto sui
settori della ragioneria e dei lavori pubblici. Tre esempi per tutti:
a.
Nel comune di Vallarsa l’ufficio di ragioneria
deve compiere 647 adempimenti l’anno. Nel vicino comune di Valli del Pasubio
(VI) ci si limita a 452. I 195 adempimenti aggiuntivi sono conseguenza diretta
o indiretta della normativa provinciale. È necessario un deciso intervento di
semplificazione
b.
La normativa
urbanistica è ridondante e farraginosa. Ad esempio per la recinzione di un orto
alta due metri (altezza necessaria per impedire l’accesso dei cervi) serve una
SCIA il cui costo è di 400/500 euro. Somma che costituisce un multiplo del costo
della recinzione stessa. Bisogna semplificare e liberalizzare
c.
Non esiste
al momento un punto di riferimento in grado di rispondere alle numerose
problematiche conseguenti l’adozione del bilancio armonizzato.
2.
Si è in fase
di revisione della normativa delle gestioni associate. Noi siamo associati con
i Comuni di Terragnolo e Trambileno con i quali condividiamo alcuni servizi tra
cui il segretario comunale. Il carico di lavoro sempre in aumento unito alla
distanza chilometrica rende sempre più difficile la presenza del segretario –
unico dirigente degli enti – pertanto si richiede di inserire delle clausole
che prevedano un aiuto al segretario senza dover pesare sugli obiettivi di
risparmio in quanto l’assenza di adeguate figure porta non ad un risparmio ma
ad un rallentamento o blocco delle procedure.
3.
Vivere in
montagna, come è noto, presenta difficoltà diverse e necessita di risposte
differenziate. Vogliamo ripresentare la mozione condivisa nel 2018 che
conteneva alcuni suggerimenti importanti. Abbiamo avuto modo di condividere con
gli assessori competenti le difficoltà delle realtà commerciali ed economiche,
formalizzando alcune proposte che auspichiamo vengano prese in considerazione.
Chiediamo la possibilità di avere incentivi anche per le famiglie che rimangono
sul territorio (aiuti fiscali, tariffe elettriche agevolate, tariffe rifiuti) e
la possibilità di garantire servizi flessibili che rispondano ai bisogni delle
famiglie anche con realtà numeriche più basse (offerta formativa, flessibilità
di orari per gli asili, servizi all’infanzia). Inoltre, di poter mettere a
disposizione alcuni alloggi pubblici sfitti per coppie locali che ne fanno
richiesta come prima casa.
4.
Per
rivitalizzare l’area sono necessari strumenti adeguati. Il comune di Vallarsa
ed i vicini comuni di Terragnolo e Trambileno dovrebbero essere inseriti nel
futuro piano Leader e/o, dove prevista, di una riedizione dei patti
Territoriali che interessi quest’area. Questo anche tenuto conto dei cosiddetti
interventi per le “aree interne”.
5.
È necessario
garantire un’accessibilità adeguata alle diverse frazioni della valle. In
particolare:
a.
Nel 2009 è
stato a firmato tra comune di Vallarsa e Provincia un protocollo d’intesa per
il miglioramento delle due strade principali (rispettivamente in destra e
sinistra Leno). Tale protocollo è sospeso dal 2013 e sarebbe opportuno iniziare
a realizzare gli interventi ivi previsti
b.
Attualmente,
per quanto riguarda i mezzi pubblici, i collegamenti interni e con la città
sono difficili e la domanda è bassa, in quanto non corrisponde alle esigenze
della popolazione. Sarebbe opportuno sperimentare forme di utilizzo del
servizio pubblico a chiamata (tipo elastibus). Attualmente la rigidità dei
percorsi obbliga a giri tortuosi per servire frazioni anche quando in tali
fermate nessuno sale e/o scende. Un sistema di prenotazioni a distanza potrebbe
migliorare il servizio riducendo i costi. SI chiede poi di introdurre alcune
corse domenicali, almeno in alcuni periodi e creare coincidenze con i bus
veneti. Si valuti poi la possibilità di costruire un deposito per gli autobus di
linea in sosta e/o l’uso di mezzi più piccoli in determinate fasce orarie
c.
È urgente un
intervento sull’antico ponte “delle catene” di Speccheri (di proprietà
provinciale) che non pare in grado di garantire un transito sicuro in
conseguenza dell’usura degli elementi strutturali
d.
È necessario
un allargamento della strada di collegamento tra le due sponde nella parte alta
della valle (strada del Postel). La strada è stata ultimata nel 2014 e ha
riscontrato un successo oltre le aspettative. I costi sono improponibili per le
sole finanze comunali potrebbe acquisire l’opera la Provincia (in grado di
mantenerla anche efficiente col proprio cantiere presente in valle) o garantire
un adeguato finanziamento.
6.
Il Comune di
Vallarsa ha un consistente patrimonio, fatto di strade, immobili nelle
frazioni, malghe e baite in quota. L’attuale incertezza cronica riguardo i
finanziamenti e gli investimenti non permette una adeguata programmazione della
manutenzione e della sistemazione di questo patrimonio:
a.
È necessario
mettere il Comune nella possibilità di mettere a norma e rinnovare le reti di
acquedotto potabile, gli impianti di illuminazione pubblica e completare la
rete fognaria oltre alla manutenzione e messa in sicurezza delle strade
b.
È urgente
proseguire nel miglioramento antisismico del centro scolastico di Raossi.
Inoltre oltre alla scuola dell’infanzia che è in fase di costruzione, saranno
necessari spazi migliori per il servizio nido/tagesmutter
c.
È necessario
che i criteri per l’accesso ai contributi del PSR consentano di dare adeguata
priorità agli interventi nel territorio di Vallarsa relativi alla sistemazione
delle malghe anche per adeguarle all’attività agrituristica ed alla
sistemazione delle piste forestali. E che il sistema di rendicontazione sia
snellito (attualmente è complesso e farraginoso)
d.
È necessario
proseguire nell’efficientamento energetico con la sostituzione delle caldaie
con fonti rinnovabili, l’ampliamento della rete di teleriscaldamento includendo
la casa di riposo e la gestione del ciclo dei rifiuti che contenga inutili
costi ambientali (economia circolare).
7.
Il lupo è
una preoccupazione che riscontriamo sul territorio. È necessario informare con
trasparenza sulle conseguenze della presenza dell’animale, senza fare
allarmismo ma senza cadere nella tutela assoluta. Il tema è complesso e la
Provincia ha attualmente poco potere. Il fenomeno del lupo ma in generale degli
animali selvatici va affrontato tenendo conto di quelle che sono le peculiarità
e l’antropizzazione del territorio. Oggi il territorio della nostra valle è
curato, oltre che dagli agricoltori, anche dai tanti residenti e dai consorzi
che mettono a disposizione il proprio tempo gratuitamente. Diventa pertanto
fondamentale permettere loro di non vedere rovinato o eccessivamente rallentato
da ostacoli normativi il proprio lavoro (ad esempio, i consorzi non possono
ricevere contributi provinciali per lo sfalcio dei prati, in quanto non
titolari di partita Iva, e un privato per proteggere con un recinto il proprio
orto è costretto ad affrontare una esagerata mole di adempimenti).
8.
Cultura e
turismo sono aspetti difficili quanto fondamentali in un territorio come il
nostro. Lavorare sulla cultura rurale e sostenere le istituzioni del territorio
(teatro, biblioteca, associazioni, scuole), aiuta a formare cittadini più
consapevoli.
Il turismo è un settore importante sul quale il nostro Comune punta cercando di differenziarsi dalle altre realtà più strutturate attraverso progetti dedicati (tour cicloturistici, percorsi storici e per famiglie, parco bouldering…). In questa prospettiva è necessaria a livello provinciale una promozione specifica, mirata su territori come il nostro, che si trovano al di fuori delle rotte turistiche più battute, ma proprio per questo con maggiori margini di crescita ed attrattiva turistica anche nell’ambito del turismo sostenibile
Il turismo è un settore importante sul quale il nostro Comune punta cercando di differenziarsi dalle altre realtà più strutturate attraverso progetti dedicati (tour cicloturistici, percorsi storici e per famiglie, parco bouldering…). In questa prospettiva è necessaria a livello provinciale una promozione specifica, mirata su territori come il nostro, che si trovano al di fuori delle rotte turistiche più battute, ma proprio per questo con maggiori margini di crescita ed attrattiva turistica anche nell’ambito del turismo sostenibile
9.
Abbiamo una
Casa di riposo in valle che rappresenta un modello del welfare trentino, e dà
lavoro a diverse persone della valle. La qualità della vita degli ospiti,
grazie al lavoro del personale e degli amministratori, è stata riconosciuta anche
da enti di rilievo. Inoltre in una realtà periferica offre servizi
specialistici a tutta la popolazione (centro prelievi, fisioterapia, podologo).
Strutture come questa devono servire ad avvicinare i servizi sanitari al
cittadino spostando i medici nelle valli attraverso l’uso di queste realtà
attrezzate. Assieme all’attuale consiglio direttivo stiamo valutando la
possibilità di aumentare la qualità degli spazi, migliorare gli impianti
interni e realizzare un centro diurno per anziani. Su questi aspetti è
fondamentale il contributo finanziario della Provincia.
Sport, associazioni, giovani, servizi, sviluppo, ambiente, futuro…
Sono tanti i temi su cui ci sarebbe da confrontarsi. Per brevità mi sono
fermato a citare i più urgenti, auspicando di avere risposte adeguate alle
tante sollecitazioni che abbiamo dato. Ringrazio per l’opportunità di
incontrare la Giunta al completo sul nostro territorio, come amministrazione
siamo sempre disponibili e attenti al confronto e chiudo augurando buon lavoro
al signor presidente e ai signori assessori che si ritireranno per deliberare.
Vallarsa, 5
aprile 2019
Il sindaco
arch.
Massimo Plazzer
Allegati:
- mozione a
sostegno della montagna
- idee
pratiche per aiutare le realtà economiche di montagna
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